ROMA Sulla decisione della regione Sicilia di derogare al piano paesistico delle isole Eolie per costruire 8 nuovi alberghi nell'Arcipelago (sette a Lipari e uno a Vulcano), il governo ha ieri dato ragione piena a quanti - partiti d'opposizione e ambientalisti - avevano duramente protestato contro questo ennesimo tentativo di scempio ambientale. Ieri, il ministro Giuliano Urbani e il sottosegretario dello stesso dicastero, Nicola Bono hanno, infetti, valutato il voto dell'Ais «inaccettabile». Il titolare dei Beni culturali, rispondendo alla Camera ad un'interrogazione, ha addirittura affermato di ritenere che le posizioni assunte dalla maggioranza del Consiglio regionale «contrastino con la Carta Costituzionale». Per questo motivo ha informato il Parlamento di aver inviato al commissario per lo Stato della regione, prefetto Romagnoli, una nota nella quale esprime i suoi dubbi sulla legittimità costituzionale della norma di deroga, chiedendogli che «nei brevissimi termini previsti daUa normativa vigente, venga sollevata la relativa questione dinnanzi alla Consulta». Il ministro entra così in rotta di collisione con un suo collega di partito, il presidente della commissione Ambiente della regione, Nino Bennati, considerato un po'il «padre» della norma contestata che - proprio nella stessa giornata di ieri- ha continuato a sostenere che la deroga non solo è legittima, ma che addirittura «tutela l'ambiente». Urbani ha ricordato che la regione Sicilia ha, è vero, competenza legislativa esclusiva in materia di tutela del paesaggio e di conservazione delle antichità e delle opere artisti-che, ma che in ogni caso «è indubbio che anche la Sicilia, come tutte le altre regioni ad autonomia speciale, deve obbedire ai principi fondamentali del nostro ordinamento che sono contenuti nella parte prima della Costituzione, in particolare nell'art.9, in base al quale la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione». Bono sostiene che la inaccettabile decisione della regione non è automatica, perché deve ancora riunirsi, per decidere, la Conferenza dei servizi. Promette che il governo «farà buona guardia». Soddisfazione «con misura» per le dichiarazioni del ministro ha manifestato Legambiente, in prima fila nella protesta. «Restiamo in attesa fiduciosi» ha commentato il presidente Roberto Della Seta. «Purché - ha aggiunto - non si faccia come in passato: tante promesse e buoni propositi per vedersi poi passare sotto gli occhi uno dei condoni edilizi più disastrasi che sia mai stato realizzato». «Condivisibili» giudica le dichiarazioni di Urbani Costantino Garaffa, senatore ds dell'Isola. Ritiene però che «la predica non viene dal pulpito giusto, tenuto conto che lo stesso ministro, non più tardi di una settimana fa, ha approvato una delega ambientale, con un condono proprio in area paesistica mai visto». Garaffa considera «pressappochiste» le dichiarazioni in difesa dell'operato dell'Ars che, se attuato, porterebbe allo scempio delle Eolie, pronunciate dai rappresentanti della maggioranza del Consiglio regionale. «Danno il senso - ha affermato - di una gestione della cosa pubblica e dei nostri tesori paesaggistici ed ambientali, fatta di interessi speculativi, che trovano in un'economia cementizia, un vergognoso abbi». Si vedrà ora se il governo vorrà veramente intraprendere questo duro braccia di forza con la regione o se si arriverà ad uno dei soliti squallidi compromessi.
Eolie, ora il governo commissaria se stesso
Il governo ha dato ragione piena alla regione Sicilia nella decisione di derogare al piano paesistico delle isole Eolie per costruire 8 nuovi alberghi. Il ministro Giuliano Urbani ha affermato che la decisione della regione contrasta con la Carta Costituzionale e ha informato il prefetto Romagnoli di aver inviato una nota per sollevare la questione dinnanzi alla Consulta. Il presidente della commissione Ambiente della regione, Nino Bennati, ha sostenuto che la deroga è legittima e tutela l'ambiente. Il governo ha promesso di far buona guardia e Legambiente ha espresso soddisfazione con le dichiarazioni del ministro.
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