«E' Interporto che blocca gli scavi» - I soldi ci sono ma il progetto per la valorizzazione della città etrusca è fermo PRATO. Passano gli anni ma il parco etrusco di Gonfienti continua a versare in condizioni precarie. Il Tirreno lo ha documentato, l'ultima volta, pochi giorni fa. E' dal 2003 che gli enti interessati (Regione Toscana, Comune di Prato, Provincia di Prato, Interporto), sottoscrivono accordi di programma e protocolli d'intesa finalizzati alla valorizzazione dell'area archeologica, ma a tutt'oggi nulla è cambiato. Tante dichiarazioni di buone intenzioni, tanti fogli firmati e persino soldi accantonati, ma i venti ettari che celano le origini della città di Prato restano inaccessibili ai visitatori e, nota ancor più dolente, sono devastati da erbacce e sterpaglie. E' da questo scenario che prende spunto l'assessore provinciale alla Cultura e allo Sviluppo economico Edoardo Nesi per lanciare un accorato appello alla società Interporto, proprietaria dei terreni, e ai soci che ne fanno parte (il Comune di Prato è l'azionista di maggioranza col 45 delle azioni), perché una volta per tutte imprimano una svolta al futuro del parco di Gonfienti. «La situazione è rimasta bloccata all'aprile 2010 - riassume l'assessore Nesi - quando venne firmato un protocollo d'intesa tra Provincia di Prato, Provincia di Firenze, Comune di Prato, Comune di Carmignano, Comune di Campi Bisenzio, Interporto Toscana Centrale, che prevedeva un piano per la valorizzazione di Gonfienti ripartendo dagli scavi da completare e mettere in sicurezza. Il progetto della Soprintendenza prevedeva anche la messa in rilievo della strada che collega la Domus con le abitazioni. La Provincia ha previsto in bilancio 200mila euro, la Regione Toscana accettò di cofinanziare il progetto con altri 300mila euro. Mezzo milione di euro rimasto bloccato. E con questi chiari di luna non posso garantire per quanto tempo riusciremo a tenerli fermi». «Il problema - prosegue l'assessore Nesi - è che non possiamo fare nulla se l'Interporto non cede i terreni in comodato d'uso almeno per 50 anni, come prevede una legge nazionale. Non importa se li cede alla Provincia o a Provincia e Comune insieme, l'importante è che lo faccia. La città etrusca di Gonfienti rappresenta un'area di grande valore storico-culturale ma costituisce anche una potenzialità enorme per il turismo e l'economia locale. Come Provincia abbiamo affidato all'istituto S. Anna di Pisa uno studio di fattibilità economica sulla valorizzazione e le prime indicazioni che abbiamo ricevuto sono senz'altro affascinanti». Ma questa richiesta all'Interporto è stata fatta? «Sì, ed è stata negativa. Credo che dietro vi siano dei problemi di riassetto societario. Occorre però pronunciarsi in fretta sennò quello il patrimonio di Gonfienti rischia di andare in malora o che la Soprintendenza lo ricopra». «E poi - aggiunge Nesi - l'Interporto sa benissimo che quell'area è vincolata e non può essere utilizzata per altri scopi. Ritengo però che lo sviluppo dell'Interporto e la valorizzazione dell'area etrusca non siano inconciliabili». Insomma la Provincia bussa, con forza, alla porta del sindaco Cenni e agli enti interessati. L'occasione per avere risposte chiare è vicina: il 28 gennaio si parlerà anche di Gonfienti nell'incontro con la Regione Toscana per il Piano Prato.
PRATO - Appello dell'assessore provinciale Nesi perché venga firmato il comodato d'uso dei terreni di Gonfienti
L'assessore provinciale alla Cultura e allo Sviluppo economico Edoardo Nesi ha lanciato un appello all'Interporto, proprietaria dei terreni del parco etrusco di Gonfienti, per iniziare la valorizzazione dell'area archeologica. Il progetto è stato bloccato dal 2010, quando venne firmato un protocollo d'intesa tra gli enti interessati, ma non è stato completato a causa della mancanza di fondi e della mancata cessione dei terreni in comodato d'uso. La Provincia di Prato ha previsto 200mila euro per il progetto, ma solo mezzo milione di euro è stato utilizzato.
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