Il progetto di trivellazione della Panther Oil nell'area del Val di Noto, compreso il Ragusano, approda in Parlamento. I parlamentari Ecodem Ermete Realacci e Francesco Ferrante hanno presentato ciascuno un'interrogazione al ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo, rispettivamente alla Camera e al Senato, per fermare la Panther Oil Eureka. I due parlamentari Ecodem hanno richiesto al ministro Prestigiacomo "se l'autorizzazione alla Panther Oil sia stata sottoposta alla procedura di assoggettabilità alla valutazione d'impatto ambientale, a tutela di una importante area ambientale, paesaggistica e architettonica, quali iniziative di vigilanza e tutela intenda assumere a tutela dei siti riconosciuti dall'Unesco in Sicilia, quali quello di Val di Noto e a quale punto è giunto l'iter per l'istituzione del Parco nazionale degli Iblei, considerato la via maestra per evitare le trivellazioni in Val di Noto e nel Ragusano". L'iniziativa di Realacci e Ferrante è stata resa nota dal presidente regionale degli Ecodem Luigi Bellassai che in precedenza ha sollecitato in questo senso i parlamentari aderenti agli Ecodemocratici. "Nelle interrogazioni si è posto l'accento sulla paradossale possibilità di trivellare a due chilometri dalla cattedrale di Noto, soprattutto dopo la recente sentenza emessa dal Consiglio di Giustizia Amministrativa che ribalta una precedente decisone del Tar. I permessi per le trivellazioni furono concessi nel 2004 dall'allora presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro alla compagnia Panther Oil, e bloccati l'anno successivo per le proteste dei residenti. E' cominciata da allora una vicenda che non ha risparmiato colpi di scena. Mobilitazione dal basso molto attiva, l'appello lanciato da Andrea Camilleri sul quotidiano la Repubblica, e, in contemporanea, sentenze di segno opposto emesse da diversi tribunali amministrativi. Una sentenza del Tar di Palermo dell'agosto 2007 dava infatti ragione alla Panther, contro la Regione che intendeva recedere dalla concessione, ma l'anno seguente il Tar di Catania accoglieva il ricorso del Comune di Vittoria, intenzionato a difendere i pozzi e le sorgenti di contrada di Sciannacaporale, che alimentano la città, con conseguente blocco delle trivellazioni". La Panther, tuttavia, si è appellata al Cga che ha annullato il ricorso vinto dal Comune di Vittoria, senza entrare nel merito della sentenza del Tar. "A questo punto - continua Bellassai - la battaglia giudiziaria potrebbe considerarsi conclusa se non fosse che, come dichiara Peppe Nicosia, sindaco di Vittoria, è stata avviata davanti al Tar di Catania un'azione di decadenza delle concessioni rilasciate alla Panther. Il problema, però va affrontato anche sul piano politico puntando anche sull'applicazione delle norme restrittive introdotte dal Piano paesistico, attuando le tutele regionali per le distanze minime da pozzi e sorgenti e con un intervento del Governatore". 19012011