L'Italia è un enorme museo del Risorgimento. A cielo aperto, in angusti spazi espositivi, fra mura secolari. E' perciò impresa tutt'altro che agevole disegnare una mappa di quelli che furono i luoghi del nostro riscatto nazionale. Innanzitutto, guai a dimenticare che non esiste un Risorgimento, bensì tanti momenti di cui magari nemmeno ci accorgiamo correndo distrattamente da una parte all'altra della città di una storia irripetibile. Per farla breve: il museo del Risorgimento non è qualcosa di avulso dal contesto e testimonianze curiose o fondamentali per capire la biografia di una nazione possono essere trovate anche nei musei civici o nelle piazze dei più sperduti paesini. Il nostro viaggio potrebbe cominciare ovunque. Considerando come episodio-chiave la spedizione dei Mille, non possiamo che partire da Marsala. A due passi dal Duomo ha infatti sede il Complesso monumentale di San Pietro che ci offre una mirabile sezione dedicata a Garibaldi e al Risorgimento. Moltissimi i tesori contenuti nello scrigno lilybetano, tra cui la poltrona in damasco dove Garibaldi riposò dopo lo sbarco. Nel Complesso si trova anche il Centro studi garibaldini. Più avanti ecco il teatro della battaglia che, probabilmente, decise le sorti dei Mille: Calatafimi. A Pianto Romano l'ossario domina sulle vallate di questo di Sicilia. Da visitare (ha riaperto da poco) il piccolo ma preziosissimo museo del Risorgimento di Palermo in piazza San Domenico (www.storiapatria.it) dove ci si rende conto dell'enorme portata politica del garibaldinismo come fenomeno politico-sociale. Altro luogo-simbolo è Roma. Forse il luogo-simbolo, l'obiettivo cui tutti i patrioti hanno puntato per realizzare l'unità nazionale. Inutile sottolineare la quantità di tesori presenti nella capitale. Sarebbe un delitto non visitare il museo centrale del Risorgimento nel complesso del Vittoriano in piazza Venezia (www.risorgimento.it: accanto c'è l'istituzione di studi per eccellenza, vale a dire l'Istituto per la Storia del Risorgimento italiano). Difficile esprimere a parole l'emozione che si prova nei vari ambienti, ma è certamente impossibile perdersi la galleria dove vengono ripercorse le tappe dell'epopea. Sempre a Roma, da vedere il viale abbellito dai platani che costeggia il Gianicolo: ci sono i busti dei maggiori protagonisti della Repubblica romana del 1849 e una statua di Garibaldi a cavallo datata 1895 e firmata Emilio Gallori che fece infuriare sino a non molto tempo fa la diplomazia vaticana che considerava un affronto avere così vicino l'Eroe dei Due Mondi, noto anticlericale e mangiapreti. Su Colle del Pino conviene dare un'occhiata all'Ossario garibaldino: tra aprile e luglio 1849 le camicie rosse dettero il meglio per difendere strenuamente la Repubblica Romana. Capitolo altrettanto decisivo riguarda le altre due capitali: Torino e Firenze. Nella culla dei re sabaudi e soprattutto di Cavour sta per riaprire (www. museorisorgimentotorino. it) il museo del Risorgimento con 27 sale che ripercorrono le vicende italiane ed europee dal XVIII secolo a quella che fu chiamata la quarta guerra d'indipendenza' (cioè il primo conflitto mondiale). Da non perdere lo studio di Cavour, la ricostruzione della camera di Oporto dove morì Carlo Alberto, ma soprattutto la Camera dei deputati del Parlamento subalpino. Firenze, invece, non ha più un museo del Risorgimento anche se è in fase avanzata l'idea di farlo rinascere allo Stibbert, altro museo caro ai fiorentini. L'elenco sarebbe ancora molto lungo. Impossibile dimenticare Milano. Il museo (www. museodelrisorgimento.mi.it) ha quindici sale tematiche con particolare attenzione alle Cinque giornate del marzo 1848. Spostiamoci poi in Emilia che vanta a Reggio il museo del Tricolore (www.tricolore.it) e in Liguria, a Genova dove, oltre allo scoglio dei Mille a Quarto, al museo garibaldino di villa Spinola (tel. 01038.54.93), luogo dei preparativi del Generale per la spedizione che liberò il Sud dai Borboni, esiste un museo del Risorgimento con annesso Istituto mazziniano davvero sensazionale ((www. istitutomazziniano.it). E, per finire, se davvero volete sentire l'eco di quegli anni formidabili, andate a Caprera. Lì, su quell'isola ventosa quant'altri mai, riposa Garibaldi. Tra poco nascerà il museo nazionale. Concludiamo questo excursus consigliando due testi: «L'Unità d'Italia», eccellente guida ai luoghi del Risorgimento» di Mario Bussoni (Mattioli 1885 editore) e «I luoghi di Garibaldi» del Touring club italiano a cura di Maria Canella.