CAPANNORI (Lucca) Sei piccoli scheletri di neonati di oltre duemila anni fa sepolti l'uno accanto all'altro e cancellati dal tempo, dall'oblio e dall'incuria sotto un casello dell'autostrada. Cercano un museo e soprattutto studi seri che siano in grado di svelare la loro storia e risolvere un enigma che potrebbe riscrivere la storia antica, non solo in Toscana. L'appello-denuncia lanciato da due studiosi, Michelangelo Zecchini, archeologo, già direttore del dipartimento di archeologia e antropologia del Forum Unesco e Francesco Mallegni, professore ordinario di Antropologia all'Università di Pisa, è stato accolto dal sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro, che ha scritto una lettera al ministro Sandro Bondi per sollecitarne l'intervento. Gli scheletri dei «morticini» e altri reperti degli scavi di Frizzone (località a sud di Capannori) dovevano fare parte di un progetto di una seconda area museale, promessa dal ministero accanto al sito archeologico già esistente. «E inutile polemizzare sulle condizioni in cui versano alcuni importanti reperti scrive il sindaco se poi dal governo non arriva sostegno a chi, come Capannori, investe e crede nel valore della cultura e della testimonianza storica. Con risorse modeste e tanta buona volontà siamo riusciti a compiere passi di rilevo per l'archeologia capannorese. Adesso spetta al ministro Bondi mantenere le promesse e far attivare i finanziamenti che questi reperti archeologici meritano».