In oro massiccio e pietre preziose, vale un milione di euro. Era nella chiesa di Santa Maria in via Lata «Per me è stato un furto su commissione», dice con voce flebile suor Ester, affacciandosi per un attimo sulla soglia della chiesa di Santa Maria in via Lata, a due passi da piazza Venezia e dal Pantheon. Oggi il portone è chiuso, ma i ladri domenica sono andati a spasso. Era giorno di apertura per fedeli e visitatori e gli Arsenio Lupin della Capitale certe occasioni non se le lasciano sfuggire. Qualcuno, poi, deve averli indirizzati bene, fino a quell'armadio, neanche chiuso a chiave, in sacrestia. Dentro, c'era un tesoro: un meraviglioso ostensorio cinquecentesco in oro massiccio, alto 75 centimetri e decorato da pietre preziose, ametiste, brillanti e topazi in quantità. L'ultima stima, secondo le Figlie della Chiesa, l'ordine di cui suor Ester fa parte, risale a 4-5 anni fa: più di un miliardo di vecchie lire, 500 mila euro. Oggi ne deve valere quasi il doppio. Ladri sacrileghi: a dieci anni di distanza dal celeberrimo furto del Bambinello dell'Ara Coeli, la lista delle opere sparite dalle chiese di Roma si allunga. Le suore hanno fatto la triste scoperta solo due giorni fa, così ieri mattina sono andate a presentare la denuncia alla polizia. Anche il dirigente del commissariato Trevi-Campo Marzio, Antonio Del Greco, titolare delle indagini, sembra dello stesso avviso di suor Ester: blitz su commissione, ordinato da un collezionista, uno che deve aver notato l'ostensorio a Natale, a Pasqua o il 15 agosto per la festa dell'Assunta, le uniche tre solenni occasioni - precisa la suora - in cui il prezioso sostegno per l'eucaristia viene esposto in pubblico. I ladri devono aver agito con calma perché non hanno messo a soqquadro la sacrestia: sapevano, insomma, dove andare a pescare. Le porte erano aperte, i locali della chiesa di via del Corso comunicanti, è stato un furto semplice e veloce. Hanno portato via l'ostensorio e altri oggetti religiosi di minor valore che erano custoditi (si fa per dire) nell'armadio. È bastato infilarli in uno zaino, per farli sparire. E adesso? L'ostensorio forse è già finito nella casa di un collezionista. Oppure i ladri avevano un piano diverso: smontare le pietre e fondere l'oro. II pensiero di suor Ester, però, è rivolto altrove: «II rettore della nostra chiesa -dice - si trova in ospedale per l'applicazione di un pacemaker. Ha appreso la notizia dalla tv e si è sentito male. Avremmo gradito un po' più di discrezione».
Santa Maria in Via Lata. Tornano i ladri d'arte, rubato un ostensorio del '500
La chiesa di Santa Maria in via Lata a Roma è stata vittima di un furto di un ostensorio in oro massiccio e pietre preziose, valutato a 500.000 euro. Il furto è avvenuto durante l'apertura della chiesa il giorno di festa, quando i ladri hanno entrato nella sacrestia e hanno rubato l'ostensorio e altri oggetti religiosi. Le suore della chiesa hanno fatto la denuncia alla polizia e il dirigente delle indagini sembra pensare che il furto sia stato ordinato da un collezionista. L'ostensorio è stato rubato insieme ad altri oggetti di minor valore, che sono stati messi in uno zaino e portati via.
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