Sfilata sulla pista ma la Palazzina Appiani perde i pezzi. Appello del Fai: servono fondi. MILANO Sfilate e feste, ma anche arte: la svolta "culturale" impressa alle passerelle milanesi contagia quelle virili, che si chiudono questa mattina, incoronate dalla prima linea Armani. Così, ieri, ancora mostre: la Triennale ha inaugurato «Il Cinema col cappello», la Camera della Moda ha accompagnato gli ospiti stranieri in una suggestiva visita notturna ai Botticelli esposti al Poldi Pezzoli. Le griffe, grate, ricambiano. Ieri Canali ha introdotto la sua sfilata con una dichiarazione d'amore a Milano, inquadrata per monumenti e tratti somatici: la pioggia, la nebbia, i giardini segreti, la frenesia. Moschino ha preso armi e bagagli e trasferito il defilé (in forma di festa) sulla pista dell'Arena civica, con un occhio allo sport e uno al monumento d'epoca napoleoni-ca, eredità di quella breve parentesi in cui Milano fu capitale non solo della moda ma del primo Regno d'Italia. Bellezza a lungo trascurata, e in restauro, con gli operai al lavoro sulle gradinate. E chissà che un giorno non si possa sfilare anche alla Palazzina Appiani, gioiello neoclassico che affaccia sulla pista con la loggia dalla quale Napoleone dava il via ai giochi, i suoi grifoni e le colonne corinzie in granito un tempo rosa. Se accadrà sarà merito del Fai, il Fondo per l'ambiente italiano che nel marzo 2010 si è trasferito nell'edificio, affittato a canone calmierato dal Comune: la delegazione milanese a piano terra. la segreteria regionale al primo. E nel 2011 dedicherà il progetto «Puntiamo i riflettori» a raccogliere i fondi per restaurarlo: il Comune ha dato l'ok, «ci vorrà un anno, forse due», calcola Anna Gastel, segretaria lombarda. Una prima stima dei lavori - da suddividere in tre lotti - dice 610.700 euro. C'è il terrazzo che affaccia sul parco, impacchettato a plastica per evitare che capitelli e persiane, che si staccano, piovano sui milanesi che fanno jogging. C'è l'atrio, col pavimento a mosaico da sistemare e le pareti di cartongesso - tirate su negli anni '70 per inserire termosifoni da prefabbricato - da rimuovere, riaprendo gli archi dietro i quali, adesso, un pannello nasconde uno spazio adibito a magazzino. Al primo piano, nel salone d'onore, c'è un fregio monocromo attribuito all'Appiani da far studiare e, soprattutto, da restaurare nelle parti rovinate dalle infiltrazioni d'acqua (ora stoppate, «ma il tetto è da controllare», e la base inclinata della loggia, quando piove forte, allaga il pavimento). Il Fai ha recuperato le fotografie del fregio originale, rinvenute fortunosamente in un faldone, ma servono 35 mila euro solo per quello. Poi bisognerà levare le finte boiserie aggiunte sempre negli anni '70, quando il salone veniva affittato per i matrimoni, che c'entrano niente con lo stile Impero, come i lampadari di Castiglioni. Gli originali sono andati persi, dovrebbero essere rifatti sul modello di quelli rimasti nell'atrio (altri 15 mila euro). Nei magazzini, i volontari del Fai hanno recuperato alcune appliques originali, ma prima viene «la messa a norma degli impianti. Vogliamo inserire la Palazzina nel rilancio dell'Arena sul quale il Comune si sta impegnando», dice Gastel. Il Fai progetta: un'asta di gessi d'autore, una «Festa dell'aria» per il 15 maggio, con mongolfiere e aquiloni, falconieri e concerti di strumenti a fiato. E ha già cominciato con le visite guidate su prenotazione, perché il motto è: «Si protegge quel che si ama, ma si ama quel che si conosce».
Milano. Arena, sotto i vestiti un gioiello da salvare
La Palazzina Appiani, un gioiello neoclassico a Milano, è in restauro grazie all'interessamento del Fondo per l'ambiente italiano (Fai). La struttura, che affaccia sulla pista della sfilata di moda, ha subito danni per infiltrazioni d'acqua e richiede lavori per restaurare il fregio monocromo attribuito all'Appiani e le finte boiserie aggiunte negli anni '70. Il Fai ha recuperato le fotografie del fregio originale e cerca di raccogliere fondi per il restauro, che stima 610.700 euro. Il Comune di Milano ha dato l'ok al progetto e il Fai progetta un'asta di gessi d'autore e una Festa dell'aria per il 15 maggio.
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