REALACCI: E' UN VERO FLOP CHE APRE UN NUOVO BUCO NEI CONTI Poco più di 460 milioni di euro: questa l'incasso, reso noto ieri dal ministro per i rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, dal condono edilizio, una delle misure individuate dal governo per raggiungere quest'anno l'equilibrio dei conti pubblici e dal quale erano attesi circa 3 miliardi di euro. àiliardi necessari un deficit al 2,9, appena sotto la soglia del 3 prevista dal trattato di Maastricht. Mentre gli ingegneri fanno sentire la loro voce dicendo no al condono, soprattutto nelle aree protette, e due Regioni Friuli Venezia Giulia e Lombardia) si aggiungono a quelle che hanno varato la propria legge per sanare gli abusi commessi pima del 31 marzo 2003, Giovanardi ieri nel corso del question time alla Camera ha fatto sapere che le entrate derivanti dal condono edilizio erano a fine settembre 461.544.000 euro, cifre «ben lontane - sottolinea -dai 50 milioni di euro di cui ha parlato qualche giornale». Il ministro ieri ha poi annunciato che è in corso un approfondimento degli uffici legislativi circa la proposta di ritenere non applicabili agli edifici non residenziali i limiti volumetrici previsti invece per quelli residenziali. «C'è un carteggio in corso delle bozze di circolari», ricorda, spiegando che la direzione generale «ha confermato gli orientamenti adottati nei precedenti condoni edilizi dell'85 e del 94 intesi a ritenere non applicabili agli edifici non residenziali i limiti volumetrici previsti invece quelli a carattere residenziale, mentre l'ufficio legislativo ha ritenuto opportuno approfondire la proposta della direzione: l'orientamento - afferma però - è quello di tenere lo stesso comportamento che è stato tenuto nel 1985 e nel 994». I 460 milioni non sembrano un granché a Ermete Realacci, della Margherita, che li giudica «una cifra ben lontana dai 3,1 miliardi messi a bilancio, che di fatto apre nei conti dello Stato una voragine di oltre 5 mila miliardi di vecchie lire, che toccherà ai cittadini colmare, magari con nuove tasse». «Non solo il condono edilizio è la madre di tutti gli scempi territoriali - continua Realacci - ma servirà solo a mettere ulteriormente in crisi le finanze pubbliche». Sulla stessa lunghezza d'onda il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, secondo il quale il condono edilizio è «uno strumento che, con il dichiarato obiettivo di far cassa, comporta danni irreparabili al territorio e costituisce uno stimolo a continuare sulla strada dell'abuso, offendendo tutti i cittadini che rispettano la legge».