Giovanni Gentile Presidente Confindustria Firenze È un peccato, perché la questione è importante per i cittadini e le imprese; e non giovano né le semplificazioni, né le chiusure. Per questa ragione, desidero precisare la posizione di Confindustria che di questo argomento si è occupata concretamente e da tempo. Oggi tutto il paese deve conciliare il rilancio dello sviluppo con la riduzione del debito pubblico; è un problema che riguarda tutti i livelli di governo, soprattutto i comuni, dove si traduce in tagli significativi agli investimenti e ai servizi pubblici. Questo problema si affronta in tre modi. Il primo riguarda l'efficienza e la modernizzazione della macchina; in questi anni tutto il sistema economico ha compiuto sforzi straordinari di contenimento dei costi. Lo stesso sforzo è richiesto alla Pubblica amministrazione; ed è massima la nostra disponibilità a dare una mano in tutte quelle innovazioni che mettano insieme efficienza, produttività e risparmi, dall'informatizzazione all'e-gov. Il secondo strumento è in discussione in Parlamento, ed è il decreto attuativo sul federalismo fiscale. Si tratta di una riforma strutturale importantissima che deve garantire più efficacia e responsabilità nella spesa. Se ne parla da almeno dieci anni; e la posizione della Confindustria italiana è sempre stata chiara: la pressione fiscale sulle nostre imprese è fra le più alte del mondo; aumentarla ancora significherebbe strozzare la ripresa; e qui c'è il rischio vero di una proliferazione incontrollata di nuove tasse. Come abbiamo anche recentemente auspicato, è proprio nel contesto del federalismo fiscale che vanno valutati i tributi di scopo, rispetto ai quali non abbiamo mai avuto preclusioni di principio, purché in un contesto generale che assicuri che la pressione fiscale non aumenti; e purché siano chiari gli «scopi», che per noi devono riguardare la competitività di Firenze e delle sue imprese. A maggior ragione oggi! Il federalismo, infatti, esalta la competizione fra territori; e noi dobbiamo attrarre e favorire di più gli investimenti. Il terzo aspetto riguarda la Legge speciale: l'abbiamo proposta tre anni fa convinti che il paese dovesse investire di più su Firenze, ma anche per evitare di essere travolti dalla riduzione dei trasferimenti che era già visibile nel 2008. Cosa fa una Legge speciale? Consente allo Stato di ritrasferire parte della ricchezza che un territorio produce per tutto il paese. Sulla Legge speciale il sindaco ha avuto incontri positivi con il governo ai massimi livelli; e il protocollo siglato la scorsa settimana col Ministero dei Beni culturali è un esempio concreto di quella collaborazione fra il governo e la città che abbiamo chiesto da tempo e più volte. E' la dimostrazione che questa è la strada giusta da percorrere anche per le nostre grandi questioni infrastrutturali in attesa di soluzione, penso alle riprogettazioni conseguenti al nuovo Piano Strutturale. Pochi ritenevano possibile ottenere qualcosa di «speciale» per Firenze. Mentre avevamo detto che non ci convinceva una Legge speciale ridotta a «tassa speciale», come un contributo di soggiorno solo per Firenze e senza finalizzazione. Sarebbe stata un balzello che avrebbe reso poco (per questo fu eliminato molti anni fa) e che rischiava di costare in termini di burocrazia ed immagine. La strada giusta sono, invece, gli accordi come quello siglato giovedì. Come si vede, le questioni aperte sono molte; vanno affrontate tenendo conto dell'esigenza delle risorse, ma anche della competitività del territorio e della necessità di evitare nuove imposizioni. Fra queste questioni non dimentichiamo la Città metropolitana. E' un tassello fondamentale del federalismo fiscale; è il riconoscimento che in Italia ci sono nove realtà che devono avere una governance e un'autonomia fiscale specifica. Le imprese sono convinte che la Città metropolitana sia la via maestra per un salto di qualità in termini di innovazione ed efficienza. Muoviamoci in questa direzione. Firenze, come città metropolitana, sarebbe ancora più «speciale».
Firenze. Federalismo fiscale, tre mosse (più una)
Giovanni Gentile, presidente di Confindustria Firenze, ha espresso la sua posizione sulla questione della riduzione del debito pubblico e del federalismo fiscale. Secondo Gentile, la riduzione del debito pubblico è un problema che riguarda tutti i livelli di governo, soprattutto i comuni, dove si traduce in tagli significativi agli investimenti e ai servizi pubblici. Gentile sostiene che l'efficienza e la modernizzazione della macchina pubblica sono fondamentali per affrontare questo problema. Inoltre, ha espresso la sua approvazione per il decreto attuativo sul federalismo fiscale, che deve garantire più efficacia e responsabilità nella spesa.
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