Il Leonardo da Vinci fu inaugurato nel 1956. Oggi si estende su 1600 ettari di piste. Fermi i lavori di ampliamento. Dalla prima inaugurazione al futuro "Fiumicino due", lo scalo romano festeggia il suo primo mezzo secolo di vita Era il 55 gennaio del 1961 quando i primi aeroplani decollarono dal Leonardo da Vinci. Una nascita tanto attesa quanto difficile: i progetti per lo scalo iniziarono in realtà nel 1947. Inaugurato per la prima volta il 24 giugno del 1956, all'epoca però, c'era solo una pista e mancavano pure le aerostazioni. Ancora, un secondo avvio si festeggiò il 20 agosto del 1960: ma fu utilizzato solo per i voli charter previsti per l'edizione delle Olimpiadi che si svolsero a Roma. E l'anno dopo la partenza ufficiale, quando le compagnie aree vi stabilirono il loro quartiere generale. Il primo volo commerciale in arrivo fu un "Constellation" della Twa proveniente da New York. Oggi, il Leonardo da Vinci ha vinto la sfida con gli altri aeroporti italiani e punta al futuro. Soprattutto al raddoppio: Fiumicino due. Presentato nel 2008, il nuovo aeroporto vuole aggiungere 1300 ettari, e quindi altre piste, agli attuali 1600. E la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020 potrebbe accelerare l'avvio dei lavori. Al momento è comunque tutto fermo. La società AdR, Aeroporti di Roma, non ha ancora attuato le nuove tariffe che andrebbero a coprire i costi dell'ampliamento. Nel frattempo, sempre nel 2008, è entrato in funzione il terminal 5 ed è stata posata la prima pietra del molo C, un'opera da 195 milioni di euro che sarà completata tra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo. Ancora. Era il 23 ottobre del 2009 quando l'intero scalo è stato ristrutturato con un progetto costato 4 milioni su cui ingeneri e tecnici hanno lavorato per due anni. Lo scopo era quello di adeguare lo scalo romano, almeno sul versante delle indicazioni, agli aeroporti internazionali. Per questo, al posto delle lettere per indicare i Terminal sono stati sostituiti i numeri e i colori. In sostanza, un nuovo sistema di identificazione. E oggi lo scalo ha per ogni Terminal un colore diverso: verde per il T1, giallo per il T2, blu al T3, rosso per il T5. Lo stesso per le aree di imbarco. L'obiettivo è raggiungere i 50 milioni di passeggeri nel 2020. Intanto, lo scalo capitolino a luglio e agosto ha fatto registrare un aumento del traffico dell'8,6 rispetto al 2009 e sono stati 27,5 milioni i passeggeri in transito nei primi nove mesi dell'anno passato, risultando il primo aeroporto in Europa per crescita, il sesto per volume e il 26esimo al mondo. Oltre ai 5 terminal, l'aeroporto romano ospita più di 350 check-in e circa 10 km di nastri trasporto bagagli. Negli anni i negozi hanno superato quota 140, mentre circa 30 sono i punti di ristoro. La polemica. Sono aziende agricole, aree archeologiche, riserve naturali. Quelle dei 1.300 ettari della Riserva naturale del litorale romano destinati a ospitare "Fiumicino 2". E le linee generali sono già note: ci saranno tre nuove piste, un nuovo molo passeggeri. Ma Legambiente e alcuni cittadini hanno già lanciato l'allarme quest'estate. "Si prevede la cementificazione di 1.300 ettari: l'8,2 sarà destinato a hotel, centri commerciali e uffici per oltre un milione di metri cubi" aveva denunciato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. E a chiedere chiarezza era stato pure il consigliere Pd Enzo Foschi in un'interrogazione alla presidente Polverini: "Non siamo contrari a ampliare Fiumicino. Ma farlo così significa condannare a morte un territorio che ha da sempre nell'agricoltura uno dei suoi pilastri". L'esponente Pd aveva inoltre segnalato "I terreni interessati appartengono all'azienda agricola Maccarese spa, passata nel 1998 dall'Iri alla famiglia Benetton. Gli stessi Benetton che, attraverso Gemina, controllano Aeroporti di Roma. Un ottimo affare per la famiglia veneta: l'area, se espropriata, sarà ripagata dallo Stato a tre volte il valore agricolo medio, prima di essere data in gestione ad Adr. E i soldi per i lavori? Dovrebbero arrivare in buona parte dai cittadini, attraverso l'aumento di3 euro della tassa aeroportuale che la società di gestione dello scalo rivendica ormai da anni". Intano, Legambiente sul tema ha già presentato due esposti: uno all'Avcp (Autorità di vigilanza sui contratti pubblici) perché, stanti i vincoli paesaggistici che vietano su quei terreni qualsiasi attività diversa da quella agricola, "sfiora il ridicolo" secondo Parlati il bando che chiede a chi redigerà il progetto di farlo "compatibile". Il secondo per sapere "chi stia effettuando dei carotaggi a Maccarese", per Legambiente "maldestramente propedeutici" all'ampliamento dello scalo. I residenti della zona sono da tempo sul piede di guerra. Ma ci sono anche diversi piloti e consulenti tecnici nel comitato "Fuoripista", nato proprio per dire no al nuovo scalo: "Questo intervento è solo speculazione Per migliorare gli standard basterebbe organizzare meglio gli spazi che il Leonardo da Vinci ha già", aveva denunciato il responsabile Marco Mattiuzzo.
Fiumicino, mezzo secolo di storia e oggi l'aeroporto punta al raddoppio
Il Leonardo da Vinci è stato inaugurato nel 1956 e si estende su 1600 ettari di piste. Nel 2008 è stato presentato il progetto "Fiumicino due" che prevede l'aggiunta di 1300 ettari e tre nuove piste. La società AdR ha ancora attuato le nuove tariffe per coprire i costi dell'ampliamento. Nel frattempo, il terminal 5 è entrato in funzione e è stata posata la prima pietra del molo C. Lo scalo ha subito una ristrutturazione nel 2009 con un progetto costato 4 milioni. Oggi, lo scalo ha per ogni Terminal un colore diverso e le aree di imbarco hanno un colore diverso.
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