La vicenda delle Isole Eolie, soggette a un possibile scempio ambientale per la costruzione di strutture alberghiere, è strettamente nelle mani del governo che pertanto ne risponderà per intero. Lo ha assicurato nel corso del «question-time» di ieri alla Camera dei Deputati il ministro per i Beni Culturali, Giuliano Urbani che, rispondendo ad alcune interrogazioni sulla vicenda, ha reso noto di aver fornito le stesse assicurazioni all'Unesco. In Italia i siti iscritti dall'Unesco sono 730 (560 beni culturali, 144 beni naturali, 23 beni misti). Alle Eolie è stato approvato nel 1995 un piano territoriale di 100 miliardi per la costruzione di 41 opere di cui 24 realizzate, 9 soggette a vincoli paesaggistici e 8 confinate nel limbo. «Anche se vige lo Statuto speciale -ha spiegato Urbani - la Sicilia non può non attenersi alla Carta costituzionale se le norme contrastano come nel caso in oggetto con i dettami della Costituzione». Sulla vicenda della temuta speculazione edilizia alle isole Eolie Legambiente confida nella presa dì posizione del ministro Urbani. «Il Governo faccia sul serio - afferma il presidente nazionale dell'associazione ambientalista, Roberto Della Seta - o sarà uno smacco per tutto il Paese». Un invito a fermare qualsiasi speculazione è venuta anche dal Fai (Fondo per l'Ambiente Italiano). Sempre ieri il quotidiano britannico «The Indipendent» ha dedicato un ampio reportage sulla rovente questione delle isole Eolie.