Gran restauro del complesso pubblico più imponente dellantichità Un finanziamento di 1 milione 700 mila euro e un anno di lavori Poi la riapertura della colossale "natatio" chiusa da trentanni Erano le terme più grandiose di Roma, con i loro tredici ettari destensione, la magnificenza architettonica delle aule e un impianto allavanguardia che poteva accogliere tremila persone contemporaneamente. Le Terme di Diocleziano, realizzate tra il 298 e il 306 d. C., con una storia di trasformazioni nel corso dei secoli, sono finalmente al centro di un restauro partito in questi giorni grazie allintervento del commissario allarea archeologica centrale Roberto Cecchi. Finanziati con 1,728 milioni di euro, i lavori consentiranno di riaprire, dopo una chiusura di oltre trentanni, la Natatio, ossia la grande piscina scoperta con la sua spettacolare facciata di oltre venti metri, e le cosiddette Aule VIII (di 850 metri quadrati), e IX (690). Tutti ambienti vertiginosi dove riposano da decenni in unatmosfera che sarebbe piaciuta agli artisti del Grand Tour, statue, sarcofagi e persino un contenitore di olle cinerarie, una sorta di loculo di famiglia, con tanto di nomi dei defunti incisi sulla fronte di travertino. Spazi talmente giganteschi che nellAula IX, identificata con un "apodyterium" (spogliatoio) è stato allestito un laboratorio di restauro per ridare lustro a capitelli e architravi che saranno riposizionati sulle strutture murarie per evocarne loriginaria sontuosità. «I fondi commissariali sono stati provvidenziali - dichiara Rosanna Friggeri, direttrice delle Terme - Contiamo di finire i lavori entro luglio 2012 per restituire alcuni luoghi chiave al percorso di visita delle Terme. Con lidea di aprire un nuovo accesso anche da piazza Esedra». Cuore del progetto di restauro è appunto la Natatio, la più grande piscina dellantichità, in origine di oltre 2500 metri quadrati, profonda un metro e mezzo e rivestita di lastre di marmo, che poteva contenere cinquemila metri cubi dacqua. «Era urgente intervenire sulla facciata assai deteriorata», osserva la responsabile del restauro Marina Magnani. Che spiega anche come si tratti di un esemplare unico, ritratto da Palladio a Piranesi: la sua bellezza risiede nellandamento mistilineo del prospetto, dove alterna esedre rettangolari e semicircolari. A impreziosirle, tre ordini di nicchie, incorniciate da colonnine sorrette da mensole scolpite e coronate da timpani. Allinterno delle nicchie, un tempo ornate di statue, sono state ritrovate anche tracce di mosaico. Tra i progetti anche quello di un sistema multimediale che ne restituisca la suggestione antica. Ma qui larcheologia deve fare i conti col Rinascimento. Nel 1561 papa Pio IV ordinò la costruzione della basilica di Santa Maria degli Angeli sulla parte centrale delle terme, col progetto della certosa affidato allanziano Michelangelo. Con un intervento commissariale di 600 mila euro si sta completando il restauro del cosiddetto chiostrino Ludovisi, attribuibile a Giacomo del Duca assistente di Michelangelo. Chiuso da sessantanni svela oggi, a circa due mesi dalla fine dei lavori, la sua eleganza, con un giardino allitaliana decorato da roseti e aranceti e da un pozzo centrale. «Qui - annuncia Friggeri - porteremo le lastre di marmo incise con gli atti della confraternita dei Fratelli Arvali, reperti fondamentali degli albori della religione romana. Insieme, i pilastri dedicati alle cerimonie dei Ludi Seculares voluti da Augusto. Il tutto abbinato a statue di personalità e divinità». Le sale dellattico che si apre sopra i portici saranno invece dedicate agli strumenti della vita quotidiana di Roma. Per lallestimento servono altri 800 mila euro da finanziare e un anno di lavori.
ROMA - Nella piscina di Diocleziano a due passi da piazza Esedra
Il complesso pubblico delle Terme di Diocleziano, un imponente complesso di antichità, sta subendo un restauro di 1,728 milioni di euro. Il finanziamento è stato possibile grazie allintervento del commissario allarea archeologica centrale Roberto Cecchi. I lavori consentiranno di riaprire la Natatio, la grande piscina scoperta con la sua spettacolare facciata di oltre venti metri, e le Aule VIII e IX. La Natatio era la più grande piscina dellantichità, con una capacità di cinquemila metri cubi dacqua. Il restauro include anche la facciata deteriorata e la decorazione con tre ordini di nicchie.
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