Il sindaco Visentin spiega le ragioni della necessaria revisione Domani riunione a palazzo Vermexio con tutti i 21 sindaci della provincia per proporre correzioni e nuovi dettagli Il Piano paesistico inviato dalla Regione ai 21 Comuni aretusei svela alcuni errori che impongono la sua revisione, come spiega il sindaco Roberto Visentin. Tra questi, ad esempio, l'indicazione di aree «rosse», dunque con il più alto dei tre livelli di tutela e il divieto assoluto di interventi, laddove però esistono già costruzioni (come nel caso di largo Dicone) o sono in procinto di nascere servizi (come a Targia). «Da qui l'esigenza di rivedere il Piano - dice Visentin - insieme ai Comuni e alle parti coinvolte, per coniugare tutela e sviluppo e non ingessare il futuro della città. Questo non vuol dire "cementificare"». Il Piano paesistico, redatto dalla Soprintendenza e inviato alla Regione nel 2008, è stato esaminato da un comitato scientifico e di recente inviato ai 21 Comuni per l'approvazione. «Contestiamo il fatto che sia mancato un confronto - prosegue il sindaco - e chiediamo che l'iter venga riportato sui binari giusti e con i tempi giusti. Di questo parleremo lunedì (domani per chi legge, ndr) nel corso di una riunione convocata con tutti i sindaci in attesa dell'incontro di giorno 28 fissato dalla Regione a Siracusa». Il Piano paesistico, come sottolinea Visentin, dev'essere coerente con il Prg e con il redigendo Piano strategico. «Il Pp è sovraordinato al Prg - conclude Visentin - e la sua attivazione non può essere calata dall'alto ma è necessario coinvolgere pure il consiglio comunale». Dice «no» a questo Piano paesistico anche il Comune di Noto, tra gli altri. «Non tiene conto delle attuali zone B e C previste dal Piano regolatore - dice il sindaco Corrado Valvo -, non tiene conto di lottizzazioni già effettuate, non tiene conto dell'eventuale sviluppo della città già indicato nel Prg e nelle linee guida dello schema di massima, nè di aree già urbanizzate quali Lido di Noto e Calabernardo, fa disparità tra territori omogenei in altre territorialità». Il Piano paesistico è stato analizzato ieri l'altro a palazzo Vermexio, nel corso di un affollato incontro. «Ciò - dichiara il presidente della commissione Urbanistica Salvo Sorbello - testimonia la crescente attenzione che viene riservata al nuovo strumento che ha il compito di integrare il sistema delle tutele paesaggistiche alle regole urbanistiche attualmente vigenti e di migliorare così la tutela del nostro ambiente di vita. È emersa pressoché unanime la constatazione che il piano paesistico non possa limitarsi ad una riproposizione automatica di tutti i vincoli attuali, visto che bisogna prendere in considerazione anche la situazione esistente». «A questo punto, è necessario - afferma Salvo Sorbello - che tutte le forze politiche e sociali concertino regole chiare per promuovere uno sviluppo veramente ecosostenibile e che tenga conto non solo sulla quantità delle nuove costruzioni ma anche della loro qualità. Nell'attuale stesura del piano appare purtroppo privilegiata la logica dei vincoli e dei divieti ed invece è indispensabile mirare all'innovazione e allo sviluppo sostenibile, con la convinzione che il paesaggio è un'occasione unica e rappresenta la chiave vincente per qualificare il nostro territorio nel panorama della competizione globale, puntando sulla nostra identità e sui valori che essa esprime in termini di crescita e di sviluppo sociale ed economico». i.d.b. 16012011