Sotto il capello texano non c'è la testa di un gigante petrolifero che andando a caccia di idrocarburi nel Val di Noto non si fa scrupolo né del nostro prezioso paesaggio barocco, patrimonio dell'umanità, né del nostro altrettanto prezioso oro blu. Sotto quel cappello a falde larghe dove ci sta bene impressa la faccia di Zio Sam sembrerebbe esserci il volto di una società a caccia non tanto di pozzi petroliferi ma di contenziosi giudiziari. Almeno questa è la lettura che della vicenda, dopo averne apprese le ultime "novità", ne fa Salvatore Garofalo del Sel che, sul caso Panther sembra volersi scaldare i muscoli in attesa della discesa in campagna elettorale in veste ufficiale di candidato sindaco. "Apprendiamo con sgomento che questa società - commenta Garofalo - propagandata come "il colosso americano" in effetti è "una piccolissima azienda a responsabilità infinitamente limitata messa su in quattro e quattr'otto e che in Sicilia e in Italia ha una sola concessione petrolifera. Una società, stando da quello che si apprende dalla stampa, costituita con capitali di diversa natura, anche provenienti da finanziarie anonime registrate alle isole Mauritius, che invece di essere esperta in petrolio, lo è soprattutto in abilità di gestione amministrativa e scaltrezza giuridica, attività in cui non è seconda a nessuno. Praticamente abbiamo capito che il vero affare per la Panther non sarà più il gas o petrolio da estrarre nei pozzi della zona di Scianna Caporale, dove il Comune di Vittoria ha i pozzi di acqua, ma il risarcimento dei danni che chiederà al Comune di Vittoria". Lo scenario che si prospetta, secondo Garofalo, è dunque quello di una società petrolifera che non perforerà il territorio nemmeno di un centimetro, ma che, in compenso, bucherà le tasche del Comune di Vittoria. "La Panther - sottolinea l'esponente del Sel - rinuncerà al programma di esplorazione e produzione, portando in cassa-senza aver perforato nemmeno un centimetro delle nostre campagne- decine di milioni di euro che i cittadini di Vittoria dovrebbero versare per risarcimento danni. A questo epilogo della vicenda si è arrivati grazie al fatto che il Comune di Vittoria ha presentato in ritardo il ricorso al Cga e che ha di fatto annullato gli effetti di una precedente sentenza del Tar del 2008 che aveva bloccato le trivellazioni della Panther Oil nella zona dei pozzi di acqua di SciannaCaporale. In pratica il Cga non è entrata nel merito delle probabili interferenze delle trivellazioni con i pozzi di acqua". D.C. 16012011