Attesi 3,1 mld ma incassati poco più di 461 mln A fine settembre, infatti, le risorse affluite alle casse dello stato a seguito della sanatoria ammontavano a poco più di 461 milioni di euro. Una cifra ancora troppo lontana dai 3, 1 miliardi che l'erario attendeva dall'operazione. Per questo motivo, nonostante le numerosissime opinioni contrarie, è oggetto di approfondimento da parte del governo la proposta di ritenere non applicabili agli edifici non residenziali i limiti volumetrici previsti invece per quelli residenziali. Sono di questo tenore i chiarimenti forniti dal ministro per i rapporti con il parlamento, Carlo Giovanardi, nel corso del question time che si è svolto ieri alla camera, in particolare rispondendo a una specifica richiesta di Ermete Realacci (Margherita). «Le entrate derivanti dal condono edilizio erano a fine agosto di 374.836.000 di euro, che sono diventati a fine settembre 461.544.000», ha detto Giovanardi, spiegando che si tratta di cifre comunque superiori «ai 50 milioni di euro di cui ha parlato nei giorni scorsi qualche giornale». Sta di fatto che la situazione è ancora ben distante dagli obiettivi di gettito fissati dallo stato a più di 3 miliardi di euro. Un aspetto che lo stesso Realacci, dopo la risposta del ministro Udc, non ha mancato di sottolineare. «Il governo ha ammesso il fallimento finanziario del condono edilizio», ha detto, precisando poi che le cifre snocciolate da Giovanardi «sono ben lontane dai 3,1 miliardi messi a bilancio, che peraltro adesso aprono nei conti dello stato una voragine di oltre 5 mila miliardi di vecchie lire che toccherà ai cittadini colmare, magari con nuove tasse». Successivamente lo stesso ministro per i rapporti con il parlamento ha cercato di fare chiarezza su possibili, future mosse relative all'estensione della disciplina della sanatoria. «È in corso un approfondimento degli uffici legislativi circa la proposta di ritenere non applicabili agli edifici non residenziali i limiti volumetrici previsti invece per quelli residenziali. C'è un carteggio in corso», ha proseguito Giovanardi, circa «una supposta divergenza tra direzione generale e ufficio legislativo. La direzione generale ha confermato gli orientamenti nei precedenti condoni edilizi del 1985 e del 1994, intesi a non ritenere applicabili agli edifici non residenziali i limiti volumetrici previsti per i residenziali. L'ufficio legislativo, esaminata la questione sottoposta dalla direzione, ha ritenuto di aprire lo spazio a un approfondimento ulteriore». Nel frattempo gli ingegneri dicono no alla sanatoria nelle aree protette. Il Consiglio nazionale degli ingegneri, spiega una nota diffusa ieri, si è costantemente espresso con una posizione contraria a ogni sanatoria di abusi o illeciti edili, ritenendo il condono edilizio uno strumento che con il dichiarato obiettivo di fare cassa comporta danni irreparabili al territorio e costituisce uno stimolo a continuare sulla strada dell'abuso.
SANATORIA EDILIZIA I dibattiti parlamentari - Al di sotto delle attese il gettito del condono edilizio.
Il governo italiano ha ricevuto poco più di 461 milioni di euro a seguito della sanatoria amministrativa per gli edifici, ben lontano dagli obiettivi di gettito di 3,1 miliardi di euro. La proposta di ritenere non applicabili agli edifici non residenziali i limiti volumetrici previsti per quelli residenziali è oggetto di approfondimento. Il ministro per i rapporti con il parlamento, Carlo Giovanardi, ha fornito chiarimenti sulla situazione, affermando che le entrate derivanti dal condono edilizio sono superiori ai 50 milioni di euro.
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