La scultura riconosciuta da un calzare, la «caliga», che Gaio Giulio Cesare Germanico era solito indossare fin da fanciullo La scoperta sul lago di Nemi, vicino a Roma. Il tesoro era nascosto in un Tir Ti prudono le mani, a sapere che il tombarolo che avrebbe trovato la villa sui colli di Caligola non ha fatto un minuto di galera. Ti prudono a sapere che stava per vendere all'estero la statua dell'imperatore e han dovuto, obbedendo riluttanti alla legge, rilasciarlo. Ti prudono a sapere che forse ha spaccato altre sculture per venderle a pezzi. Perché quello che è successo a Nemi non è un episodio: è lo specchio dell'Italia Invelenita col borseggiatore, distratta con chi ci rapina del nostro unico tesoro: l'arte, bellezza, il paesaggio. L'hanno riconosciuto da un calzare. Al piede sinistro la statua ha la «caliga», la scarpa dei legionari che Gaio Giulio Cesare Germanico era solito indossare fin da fanciullo. Un vezzo che gli era valso il soprannome con il quale sarebbe stato tramandato ai posteri, diventato sinonimo di crudeltà, violenza e dissolutezza: Caligola. Ma anche senza quel marchio inconfondibile ci sarebbero stati ben pochi dubbi sul soggetto. Il trono sul quale la figura sta seduta è decorato con i simboli imperiali. E poi il materiale di cui è fatta la scultura: il marmo di Paros, considerato un tempo il migliore e più pregiato del mondo. I finanzieri del Gruppo tutela patrimonio archeologico, guidato dal maggiore Massimo Rossi, hanno trovato i pezzi della gigantesca statua di Caligola, alta più di due metri e trenta, giovedì mattina in un Tir che li stava portando a Ostia, dove con ogni probabilità sarebbe stata imballata per essere poi spedita all'estero. Destinazione pressoché certa la Svizzera. Accogliente rifugio per opere d'arte e beni archeologici trafugati illegalmente. Un saccheggio ignobile, nel quale sono impegnati tombaroli, insospettabili mercati, d'arte, ma anche case d'aste e perfino i musei più importanti del mondo. Il fenomeno è così grave che pure l'Interpol ha sentito il bisogno di creare una banca dati on line. Nel sito specifica che il traffico illecito «è sostenuto dalla domanda del mercato dell'arte» ma anche «dalla instabilità politica di alcuni Paesi». E precisa che l'Italia è in testa alla lista delle nazioni più colpite. In due anni le Fiamme gialle hanno recuperato circa i i mila reperti scavati illegalmente e finiti nelle mani dei trafficanti. Ma al di là del valore dell'oggetto, certamente superiore al milione di euro, la scoperta di giovedì è di una importanza storica rilevantissima, che va ben oltre la soddisfazione per aver sventato l'ennesima razzia. La statua, di cui è stata recuperata metà, come fosse stata tagliata perla sua altezza e fratturata in due parti, è senza testa si presume che ritraesse Caligola seduto su un trono nelle vesti di Zeus. A conferma di quello che raccontava lo storico Svetonio nelle Vite dei Cesari: che il terzo imperatore romano, non pago di aver nominato senatore il proprio cavallo Incitatus, fosse arrivato al punto da farsi adorare come un dio. Ma il dettaglio più straordinario di questa vicenda è che il recupero di un reperto archeologico trafugato, purtroppo uno dei tanti, ha fatto scoprire un luogo incredibile. La statua è stata trovata dal tombarolo che l'ha prima scavata, quindi interrata di nuovo per nasconderla prima di piazzarla all'intermediario che doveva trafugarla in Svizzera, in un terreno privato su una collinetta a ridosso di Nemi. Proprio in quel paesino a due passi da Roma si era sempre immaginata l'esistenza di una dimora fatta costruire dallo stravagante nipote di Tiberio, magari con un mausoleo. Ma non se ne erano mai trovate le tracce. Tanto meno decisive come una statua dello stesso imperatore: ragion per cui gli esperti sono quasi certi che villa fosse lì, affacciata sul piccolo lago vulcanico, in un punto spettacolare, da cui si vede il mare fino ad Anzio, dove Caligola era nato. Anzi, potrebbero essere lì anche i suoi resti Quel laghetto vulcanico, lo Specchio di Diana, sfiorato dalla via consolare Appia e sul quale si affacciano Nemi e Genzano, era il posto preferito del giovane mostro, come lo definì Svetonio. Lì aveva fatto costruire e ormeggiare due gigantesche navi lunghe settanta metri e larghe una ventina. Palazzi galleggianti, con i pavimenti di mosaico e le colonne di marmo, attrezzati per i baccanali suoi e della sua corte. Ucciso a 29 anni dalle sue stesse guardie del corpo, il sanguinario imperatore era così odiato che alla sua morte gli scafi furono affondati. Riemersero alla fine degli anni Venti, quasi intatti: la fanghiglia aveva perfettamente conservato il fasciame. Fu una scoperta straordinaria: insieme alle navi vennero trovati oggetti che testimoniavano l'incredibile livello tecnologico di quelle enormi imbarcazioni. I tubi di piombo dell'impianto idraulico con stampigliato il nome dell'imperatore, le ancore, una pompa di sentina in metallo perfettamente funzionante. Gli unici pezzi tuttora rimasti. Negli anni Trenta le due enormi chiglie vennero collocate in un museo fatto costruire dal regime fascista. Ma nel giugno del 1944 furono completamente distrutti da un incendio. Le fiamme sarebbero state appiccate dalle truppe tedesche d'occupazione, in fuga da Roma verso la linea gotica. Uno sfregio. Non solo all'Italia ma all'intera umanità. Oggi il museo delle navi di Nemi contiene, oltre ai pochi pezzi risparmiati dall'incendio, due modellini in scala. Nel 2009 ha incassato 12.317 curo: i visitatori paganti sono stati 6.547, neppure 18 al giorno. Anche la residenza di Caligola, dopo l'uccisione dell'imperatore, potrebbe aver subito lo stesso trattamento delle navi. Lo dice la logica. E le condizioni in cui è stata trovata la statua (le fratture sono antiche) ne sarebbero la dimostrazione. Ma se quello è il posto, gli archeologi si potrebbero trovare di fronte a un sito straordinario. Ecco perché l'operazione delle Fiamme Gialle ha fatto letteralmente impazzire di gioia la Soprintendenza dei beni archeologici del Lazio. Gettandola al tempo stesso nello sconforto: forse ha lì, a portata di mano, un tesoro incredibile e i mezzi per scavare sono risicatissimi. Perché bisogna lavorare in fretta, e con i tagli imposti ai beni culturali, i soldi sono quelli che sono. Ossia quasi zero, al confronto di quanti ne servirebbero. E' una gara, adesso. Drammatica. Arriveranno prima gli archeologi o i razziatori, i quali dei divieti se ne fottono e distruggono le tracce che aiutano a ricostruire la storia e sanno che dieci mesi fa i saccheggiatori dei parchi archeologici di Crustumerium e di Veio che si erano impossessati di un ben di Dio di orecchini, anelli, anfore, vasi, piatti, spille, collane, statue e affreschi se la cavarono con una condanna a 16 anni in sei, cioè poco più di due anni a testa?
Corriere della Sera
15 Gennaio 2011
Il tombarolo con la statua dell'imperatore. La villa di Caligola svelata da un furto
SE
Sergio Rizzo
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Corriere della Sera · 18 Apr 2003
Sanatoria per i beni antichi
Corriere della Sera · 20 Ott 2003
"Quella proposta va ritirata o salta il condono"
Corriere della Sera · 23 Ott 2003
Beni artistici e silenzio-assenso, imboscata a freddo della Lega
Corriere della Sera · 29 Ott 2003
Per la vendita del patrimonio culturale varrà il silenzio assenso dopo 120 giorni
Corriere della Sera · 30 Ott 2003
Almeno abbiamo evitato che vendessero anche i quadri
Corriere della Sera · 3 Dic 2003
Danni al paesaggio, la protesta di Urbani
Corriere della Sera · 4 Dic 2003
Abusi edilizi nelle zone protette: Urbani sta con gli ambientalisti
Corriere della Sera · 23 Ott 2004
L'ira di Matteoli: ma che hanno potuto farlo
Corriere della Sera · 29 Ott 2004
E in Sicilia i capannoni diventano ville
Corriere della Sera · 29 Nov 2004
LA SANATORIA : Condono edilizio Bari batte Milano
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 5 Feb 2012
Via 101 commissioni, resiste quella di Cavour
Il Tirreno · 15 Gen 2009
TOSCANA - Galileo, la Toscana festeggia il genio pisano
la Repubblica · 15 Gen 2009
TOSCANA - Le celebrazioni si faranno ma se le paga la Toscana
la Repubblica · 15 Gen 2009
ROMA - Ara Pacis, terrazza sul porto di Ripetta
Il Tirreno · 15 Gen 2009
LUCCA - Gamc chiusa, tante idee ma il tempo passa
Corriere della Sera · 15 Gen 2009
BARI - Petruzzelli, il cda si accorda ma la famiglia non ci sta
Corriere della Sera · 15 Gen 2009
VENEZIA - Per Venezia una legge come a Roma
Notiziario Marketpress · 15 Gen 2009
SARDEGNA - Sardara, comune all' avanguardia dei beni culturali
www.senato.it · 17 Gen 2009
ROMA CAPITALE: ultime novità
La Prealpina · 17 Gen 2009
MILANO - La Pinacoteca di Brera cala un poker di Caravaggio Caravaggio
Il Denaro · 16 Gen 2009
CAMPANIA - Benevento. Lista Unesco, c'è il coordinamento
Corriere della Sera · 16 Gen 2009
MILANO - Caravaggio per Brera. Guida ai quattro capolavori tra cui La Cena da Londra
Corriere della Sera · 15 Gen 2009
ROMA - Un aiuto dalla geologia di Roma a capire i limiti dello sviluppo urbano
Corriere della Sera · 17 Gen 2009
MILANO - Il futuro dell'Accademia. Il Caravaggio rilancerà Brera
Corriere della Sera · 16 Gen 2009
ROMA Ecco le chiavi del teatro Da febbraio alla Fondazione
Il Secolo XIX · 18 Gen 2009
MILANO. Caravaggio a Brera lancia il bicentenario
Il Tirreno · 18 Gen 2009
SANTA MARIA A MONTE. La Soprintendenza boccia il parcheggio
L'Arena · 18 Gen 2009
VERONA - Arena, è il giorno di Tangucci
il Giornale · 18 Gen 2009
Sgarbi: Dipinto o no da Caravaggio Il "Narciso" rimane comunque bello
la Repubblica · 16 Gen 2009
Cena di gala con Caravaggio. Un poker di capolavori per i 200 anni di brera