La Lombardia tira il freno sugli abusi, Regole di adesione a maglie strette - Ai Comuni la facoltà di aumentare gli oneri fino al 50 ROMA Altre quattro leggi regionali sul condono edilizio tagliano il traguardo. Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Marche hanno approvato definitivamente i provvedimenti che dettano le modalità di adesione alla sanatoria. Tutti fissano paletti più severi di quelli previsti dalle disposizioni statali. Niente nuove costruzioni e stretta sugli ampliamenti in Lombardia. Le nuove regole varranno solo per chi deve ancora presentare la domanda di regolarizzazione e non quelle inoltrate fino al 13 luglio. Escluse dal condono le nuove costruzioni, residenziali e non, realizzate senza titolo abitativo e non conformi agli strumenti urbanistici vigenti alla data in cui entrerà in vigore la legge. Per gli ampliamenti i limiti all'aumento sono del 20 o di 500 metri cubi. Sanatoria vietata nei parchi, nelle aree demaniali, fatta eccezione per la manutenzione. Per quanto riguarda i costi, la Lombardia ha lasciato ai Comuni la possibilità di incrementare gli oneri di urbanizzazione dal 20 al 50 per cento. «La nuova norma, dopo mesi di disorientamento, offre certezze ai cittadini ed alle amministrazioni» ha commentato l'assessore al territorio, Alessandro Moneta. Limiti severi anche in Friuli Venezia Giulia. Le nuove soglie varranno per le domande già presentate. Per ampliamenti e pertinenze il tetto è 100 metri cubi per singole unità immobiliari. Per le aziende artigiane situate nelle zone D e quelle agricole localizzate in zona E sarà possibile sanare ampliamenti che non superino il 10 della superficie originaria. La sanatoria delle nuove costruzioni è ammessa solo se rientrano nelle pertinenze. Niente condono nelle zone a protezione speciale, nelle aree Sic e sul demanio pubblico. L'oblazione viene incrementata del 10 e gli oneri concessori raddoppiat «Siamo riusciti a salvaguardare il territorio e sanare gli abusi di necessità» ha dichiarato il relatore del provvedimento Virgilio Disetti (Margherita). Nelle Marche sarà invece possibile sanare anche le nuove costruzioni non residenziali fino a 150 metri quadrati. Per gli edifici residenziali il limite, valido sia per gli ampliamenti che per il nuovo, è 200 metri cubi per singola unità immobiliare, comprese le pertinenze. Mentre per il non residenziale il tetto è 150 metri quadrati (sia per ampliamenti che nuove costruzioni). Soglie più basse nei centri storici: nuove costruzioni o incrementi delle volumetrie esistenti non possono andare oltre i 75 metri cubi per il residenziale e 150 cubi per il non residenziale. Le nuove regole varranno per le domande già presentate. «Questa legge restringe i limiti nazionali venendo incontro alle esigenze del territorio», ha detto l'assessore all'edilizia, Cataldo Modesti. L'oblazione viene aumentata del 10 per cento. Il costo di costruzione raddoppiato, mentre la decisione relativa all'incremento (dal 50 al 100) degli oneri urbanizzazione è affidata ai Comuni. Se non decidono, l'aumento è del 50 per cento. Tetti severi anche in Umbria. Niente nuove costruzioni e ampliamenti fino a 45 metri quadrati per le abitazioni in cui risiede il proprietario e al di fuori dei centri storici.