La collocazione davanti allo Yacht Club cancellerebbe la vocazione nautica e turistica del Levante Gli operatori lo aspettano da decenni, ma già due progetti sono naufragati In gioco gli assetti futuri della costa, fra le esigenze dellindustria e quelle del territorio Si apre il dibattito sul superbacino. Gli operatori portuali lo aspettano da anni, da decenni. Già lo avevano a portata di mano, quasi pronto, e se lo sono lasciato sfuggire: venduto, chi sa perché, ai turchi. Si è poi fatto un nuovo progetto, e da alcuni anni il nuovo progetto dorme: altro mistero della vita genovese. Adesso, per la terza volta, si rilancia lidea: si preannuncia il progetto numero tre. E inevitabilmente tornano a galla vecchi quesiti, si manifestano vecchie preoccupazioni: riguardanti soprattutto, come dice lassessore allurbanistica della Regione, limpatto ambientale. Se il superbacino sarà collocato accanto al porticciolo Duca degli Abruzzi, destinato a essere riempito, lo Yacht Club Italiano, antico e glorioso, e vari circoli sportivi dovranno sloggiare. Un apposito comitato difenderà i loro interessi. Ma questi loro interessi, per quanto legittimi, non sono il vero problema. Uno Yacht Club può anche traslocare (altri Club altrettanto gloriosi, a Londra o a Copenaghen, hanno fatto traslochi attraverso gli anni). La voga e la pesca si possono esercitare altrove. Il vero problema non riguarda le associazioni sportive. Riguarda la città. Come sarà la città di domani? Genova ha avuto unevoluzione radicale attraverso gli anni. Allinizio del Novecento, Sampierdarena era una piacevole località di riviera, con ville e giardini. Cerano i bagni Costanza sulla sua spiaggia, e a poche decine di metri la pasticceria Balocco produceva buone paste di cioccolata, le "africane". A Cornigliano, sugli scogli, si ergeva un castello. Pegli era meta di turismo elegante, con un grande albergo. A Voltri si villeggiava. Poi, a poco a poco, sono avanzati i moli, le gru, i magazzini, le acciaierie. E tutta la parte occidentale della città, dalla lanterna a Voltri, è diventata zona industriale. Al posto del Castello Raggio cè laeroporto. Gli Erzelli, non più meta di passeggiate romantiche, sono un deposito di container. Insomma: Genova, a ponente della lanterna, è come Glasgow. Come Cardiff. O, se preferite, come Sesto San Giovanni. Ora, col superbacino, entra in gioco la Genova di levante. Oggidì il Porto Antico, miracolo dovuto a unurbanistica geniale, da pochi anni luogo di incontro prezioso per i genovesi, attrazione per i turisti, è il prolungamento sul mare del centro storico, ricco di fascino. È destinato a rimanere isolato? Sarà nei prossimi anni unisoletta soffocata, a sua volta, da nuove attrezzature industriali? Lindustria, già sovrana a Ponente, conquisterà anche il Levante? O invece il Porto Antico si estenderà verso il porticciolo Duca degli Abruzzi, verso la Foce, con strutture ludiche e sportive, di forte attrazione turistica? E ancora: quale sarà lavvenire del quartiere di Carignano, alle spalle del porto? Si può evitare che anche la Genova di levante si ispiri, come la Genova di ponente, al modello di Sesto San Giovanni: vi sono lungo la costa altri modelli, da Sanremo a Nizza, a Cannes, a Marsiglia, a Barcellona. La collocazione del superbacino sarà determinante per lavvenire della città. Già vi sono, allingresso del porto, strutture industriali: due cantieri che probabilmente aspirano a ingrandirsi, occupando larea del Duca degli Abruzzi. E lindustria ha i suoi diritti: dà lavoro, produce ricchezza. Il superbacino, la cui costruzione richiederà qualche anno, e che ospiterà poi la grande mole delle navi moderne, dei palazzi naviganti che conosciamo, suggellerà per tutta Genova, se sarà collocato a Levante, la fisionomia industriale. Dovranno dunque fare grandi scelte, i genovesi, nei prossimi mesi: dovranno scegliere fra interessi industriali e qualità dellambiente. La mia Lettera Genovese del sabato, come vedete, si è ampliata questa settimana per porre un grande problema, e per aprire un dibattito, che dovrà coinvolgere, me lo auguro, tutta la città.