Un ostensorio del '500 preziosissimo. Un calice dove viene riposta l'ostia consacrata. D'oro zecchino, tempestato di diamanti, ametiste e topazi. Qualche anno fa era stato stimato per un valore di oltre un miliardo di vecchie lire. L'ostensorio è stato trafugato. Si trovava in un armadio della sacrestia della chiesa diocesana di Santa Maria in via Lata con l'entrata per i fedeli in via del Corso 306. A fare denuncia al commissariato Trevi Campomarzio, diretto da Antonio Del Greco, è stata, ieri pomeriggio, suor Anna. Sono le religiose dell'istituto Figlie della Chiesa a gestire Santa Maria in via Lata. Proprio le loro testimonianze potranno essere utilissime per l'indagine. Gli agenti del commissariato Trevi si sono subito messi al lavoro per recuperare l'oggetto prezioso che ha anche un alto valore simbolico. Gli investigatori ieri mattina hanno effettuato un primo sopralluogo nella chiesa. Sembra ormai certo che l'ostensorio, domenica mattina, era riposto come al solito nell'armadio della sacrestia. Sarebbero state proprio le religiose a vederlo prima della messa. Un elemento utile per i poliziotti. Sanno, quindi, che l'oggetto potrebbe essere stato trafugato proprio domenica dopo la funziona alla quale hanno partecipato parecchi fedeli. Altro particolare importante: l'armadio non era chiuso a chiave. Probabilmente il ladro lo sapeva. Quest'ultimo si è mosso con estrema disinvoltura. E' entrato in chiesa si è diretto verso la sacrestia senza che nessuno si accorgesse di nulla. Sebbene l'inchiesta prenda in considerazione più pista gli investigatori ipotizzano che a trafugare l'ostensorio sia stato qualcuno ben informato. Una persona che forse frequenta la chiesa oppure che ha amici che sono a conoscenza dei tesori. E' certo che il ladro almeno una volta aveva visto l'oggetto e sapeva dove veniva custodito, conoscendo anche il valore. Ad esempio il ladro ha lasciato altra roba che si trovava nello stesso armadio. Insomma, sarebbe andato a colpo sicuro proprio per impossessarsi dell'oggetto prezioso. I poliziotti hanno ascoltato le religiose chiedendo loro di fare mente locale su qualunque particolare che può aiutare l'indagine come, ad esempio, se qualcuno frequentasse spesso la chiesa. Intanto, gli agenti stanno setacciando il mondo dei ricettatori di opere d'arte proprio per intercettare l'ostensorio. Un canale questo che potrebbe rivelarsi fondamentale per il recupero dell'oggetto. Bloccando il mercato nero o mettendo paura ai ricettatori, il ladro potrebbe sbarazzarsene in fretta magari facendolo ritrovare. Più difficile sarà invece recuperare l'ostensorio se il furto è avvenuto su commissione. In questo caso l'oggetto prezioso potrebbe essere già nelle mani dell'acquirente.