All'inizio sono tutti contenti per Firenze. «Un protocollo assolutamente positivo», ripetono in coro i sindaci di Pisa, Lucca e Arezzo. Ma già alla seconda frase arrivano le lamentele senza giri di parole contro la gestione dell'accordo Renzi-governo sul biglietto unico. Il primo a insorgere, solo in ordine di tempo, è il primo cittadino pisano Marco Filippeschi, ex Pds-Ds, sbottato sulla «disparità di trattamento». Ma i colleghi non tardano molto ad accodarsi nella lotta ai club di città privilegiate nel rapporto con l'esecutivo. «Io sono felice per il mio amico Renzi, ma gradirei averli anch'io quei soldi», spiega il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, ex Dc, ed ex Margherita come Renzi. Nella vita fa l'avvocato. La sua, guarda caso, è l'arringa più appassionata: «Non mi sento di serie B, non sono né invidioso né geloso, però ci vuole una politica nazionale che investa in cultura i proventi che arrivano dalla cultura. I120 dei proventi dei musei di Firenze non può essere ridistribuito solo lì. Se Bondi dice sì a Firenze vuol dire che non ha una visione organica del sistema culturale italiano. L'anno prossimo, qui, si festeggia il cinquecentenario di Vasari: il ministero non ha investito neanche cinquecento lire. Manca proprio una visione d'insieme: Bondi non andrebbe messo in croce per Pompei, ma per la mancanza di una politica seria». Stessa musica da Lucca Nonostante la distanza da Arezzo, anche nella geografia politica, il sindaco di centrodestra Mauro Favilla chiede considerazione e denaro da investire in cultura: «Le città che hanno un turismo affermato e insostituibile come Firenze sono avvantaggiate da questo tipo di provvedimenti. Il nostro non è un turismo consolidato: ci vuole una misura che tenga conto delle esigenze del territorio». Alla fine, è proprio il fondatore del «club degli esclusi», il pisano Filippeschi a tornare a parlare di metodo. «Sono davvero contento per Firenze, quello che è stato deciso gli spettava Ma poiché abbiamo delle pendenze vorremmo vedere chiusa anche la nostra vicenda Sono dieci anni sottolinea che abbiamo firmato un protocollo per aprire il museo delle antiche navi romane e per garantire la vita del cantiere di scavi e restauri di uno dei più importanti ritrovamenti archeologici contemporanei Invece che un accordo da noi arriva forse un taglio che impedirà la gestione cantiere. Io ad Arcore non ci andrei mai, a meno che il presidente del Consiglio non si ammali e non spostasse i suoi appuntamenti da palazzo Chigi. Io ho chiesto un incontro a Letta e Bondi: andare a cercare Berlusconi servirebbe solo a scadere nella provocazione Spero che il protocollo di Firenze conclude sibillino Filippeschi sia una promessa mantenuta al contrario di quanto sino ad oggi è successo a Pisa».
Mugugni (e speranze) delle altre città d'arte della Toscana. Il sindaco di Pisa: ad Arcore mai. Ma da Letta sì
I sindaci di Pisa, Lucca e Arezzo hanno espresso contentamento per il protocollo assoluto positivo per Firenze, ma presto sono arrivati a lamentarsi della gestione dell'accordo Renzi-governo sul biglietto unico. Il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, ha criticato la disparità di trattamento. Il sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani, ha espresso la sua disapprovazione, affermando che non si sente di serie B e che ci vuole una politica nazionale che investa in cultura. Il sindaco di Lucca, Mauro Favilla, ha chiesto considerazione e denaro per investire in cultura.
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