Il soprintendente Rossini: mi fu chiesto di realizzare un luogo di rappresentanza "Ho compiuto due sopralluoghi, poi ho dato la mia traccia ai tecnici del provveditorato" Il prefetto Antonio Musolino ha chiesto "urgentemente" la realizzazione di un "giardino dinverno" annesso allappartamento di rappresentanza in prefettura, allultimo piano di Palazzo Doria Spinola. Per questo, ha convocato il sovrintendente per i Beni architettonici della Liguria, Giorgio Rossini, perché lopera non poteva essere realizzata senza seguire le indicazioni del ministero dei Beni culturali, "toccando" un edificio vincolato che è anche patrimonio dellumanità dellUnesco. Soprintendente Rossini, quando lha chiamata il prefetto? «Sono stato convocato alcuni mesi fa, cera anche il dirigente tecnico del provveditorato, molto scrupoloso, Alessandro Pentimalli: il prefetto aveva lurgenza di realizzare, nel pieno rispetto delledificio, un nuovo spazio coperto, che sanasse una situazione piuttosto trascurata, sulla terrazza dellappartamento di rappresentanza». Le ha spiegato perché gli era "urgente" un giardino dinverno? «Aveva premura di disporre di un luogo, di rappresentanza, dove accogliere i suoi ospiti in occasione delle cerimonie ufficiali, come in occasione del 2 giugno, o per lo scambio degli auguri di Natale. Lopera è stata realizzata velocemente, in due mesi, entro Natale scorso. Fino ad allora, infatti, i ricevimenti avvenivano negli uffici, con problematiche ovvie». E lei cosa ha fatto? «Ho compiuto due sopralluoghi: sulla terrazza era presente una struttura, ormai logora, di legno, stoffa e pannelli di pvc, voluta dallallora prefetto Di Giovine, autorizzata dalla soprintendenza. Ho valutato la soluzione che potesse soddisfare le esigenze di creare un ambiente riparato e confortevole, ma che rispettasse rigorosamente il contesto». Le è stato sottoposto il progetto, poi? «Ho buttato giù io stesso un disegno, che richiamava le antiche vetrate dei piani inferiori, lho consegnato ai tecnici del provveditorato, come indicazione della linea cui si dovevano attenere, per il progetto e la sua realizzazione, che ovviamente abbiamo seguito in tutte le fasi». Il provveditore Errichiello dice che la soprintendenza ha dato prescrizioni molto rigide, per la veranda, ecco perché si sono spesi 100.000 euro. «Le prescrizioni, è vero, sono state molto meticolose. Non posso dire se abbiano comportato costi maggiori per lopera, può essere, ma non ero a conoscenza dei prezzi della realizzazione». La veranda è conforme alle sue prescrizioni? «Sì. È completamente rimovibile, appoggiata al pavimento, non ci sono opere di muratura, solo alcuni ancoraggi. È di ghisa e vetro. Destate le vetrate si possono aprire completamente. Lha vista anche il direttore regionale dei Beni culturali, Maurizio Galletti, e lha trovata buona. Dal nostro punto di vista professionale, ovviamente». (m. bo.)