Ma il polo museale perde 12 milioni Ecco i retroscena dell'accordo sulla card unica dei musei: il ministero non finanzia il cantiere dei Grandi Uffizi. «Prosciugate» le risorse per l'intero sistema del polo museale fiorentino. E' il 'gioco delle tre carte' dei maxi finanziamenti: Acidini perplessa In teoria si sono trovati 12 milioni per mandare avanti il secondo lotto del cantiere degli Uffizi, che su 40 previsti fino ad ora ne aveva finanziati solo 27. In realtà sono gli stessi 12 milioni che a Firenze sarebbero rimasti ugualmente, ma che erano destinati per attività conservative e non, da spendere per l'intero polo museale fiorentino. Assomiglia un po' al gioco delle tre carte l'accordo Roma-Firenze. E a parte Palazzo Vecchio, che si assicura il 20 degli incassi dei musei statali da spendere per la città, la sovrintendenza fiorentina non sembra averci guadagnato per niente da un punto di vista economico. La Sovrintendente. «Sono denari che anche prima restavano a Firenze ed erano investiti nel circuito museale». In pratica col protocollo firmato fra ministero dei beni culturali e amministrazione comunale si stabilisce che con l'introduzione della card in vigore dal 14 febbraio una parte degli incassi, stimata in circa 4 milioni all'anno, siano stornati a vantaggio di Firenze sulla base di progetti condivisi fra Roma e Comune. E per il primo triennio l'intesa è già fatta: saranno destinati al cantiere Grandi Uffizi. In questo modo il governo si libera da quel che manca per il finanziamento del secondo lotto. «Sono sicuramente contenta che si siano trovate le risorse per il proseguimento del cantiere afferma la sovrintendente del polo museale Cristina Acidini . Ma non capisco il concetto, quando si dice che in questo modo i soldi almeno restano a Firenze. Anche prima ci restavano e venivano investiti nel sistema museale: Palazzo Pitti, Boboli, San Marco, le Ville Medicee non sono forse Firenze? La città è i suoi monumenti. Ma evidentemente questo messaggio è difficile da far passare. Il fatto è che il ministero doveva finanziare il cantiere. Adesso invece ha deciso che l'investimento si coprirà con i soldi del polo museale». Il timore è quindi che possano mancare le risorse per tutto ciò che fino ad ora si programmava con quei 4 milioni all'anno, destinati da qui in avanti all'ampliamento degli Uffizi. A chiudere il cerchio c'è poi la realizzazione della pensilina su piazza Castellani secondo il progetto di Isozaki: sette milioni di euro non ancora finanziati, che potrebbero essere coperti con lo stesso meccanismo del 20 dagli incassi dei musei, ma a partire probabilmente dal 2015. «Aspetto a farmi un'idea precisa su questa novità e per capire quale siano le conseguenze del cambiamento, sapendo che spesso tendiamo ad essere conservatori e a respingere il nuovo commenta il direttore degli Uffizi Antonio Natali . Il punto è che gli Uffizi sono Firenze e Firenze è gli Uffizi. Ciò che è male, o bene, per l'uno lo è anche per l'altro. Se questa soluzione farà andare avanti i lavori sono contento. Se serve a una migliore gestione del tutto ben venga. Sarebbe un dispiacere se invece questi soldi, che vanno altrove rispetto al polo, non dessero i frutti buoni e sperati. Sono tanti i progetti che possiamo fare insieme all'amministrazione comunale a vantaggio della città, valorizzando ad esempio luoghi meno noti che meritano di esser conosciuti, al di là dei soliti percorsi super affollati. Iniziative che potrebbero portare vantaggi agli stessi musei comunali ora nel circuito della card. Basti pensare al programma della Città degli Uffizi, che ha già coinvolto con successo diverse amministrazioni comunali della provincia».