Domenica notte Rai Storia ha trasmesso la puntata dedicata alla Campania de L'Italia vista dal cielo (1971): trentotto minuti di puro godimento visivo ed intellettuale. Quella mitica serie di trasmissioni fu commissionata dalla Esso Italiana a Folco Quilici, il quale vinse la sfida tecnica delle riprese dall'elicottero e seppe coinvolgere come autori figure del calibro di Cesare Brandi, Italo Calvino, Michele Prisco, Ignazio Silone o Mario Soldati. Non si stenta a credere che una delle puntate fu candidata all'Oscar: ed è impressionante vedere come lo spettatore fosse accompagnato a leggere la storia attraverso il paesaggio, e a scoprire come in Campania, nel 1971, «la vita antica e la vita presente si trovano saldate in un'intimità e continuità tanto profonde» (secondo le programmatiche parole di Prisco). Oggi bisognerebbe proiettare quei film nelle scuole e nelle università (dove, tra l'altro, si scoprirebbe che non tutti sono ormai in grado di comprendere quella coltissima lingua): e non solo per mostrare quale meraviglia fosse il nostro Paese ancora quarant'anni fa, ma anche per mostrare come si potrebbe anche oggi raccontarlo in immagini e parole di altissimo valore civile. Già, perché la vera sfida sarebbe girare una Italia vista dal cielo edizione 2011. Ma oggi esiste un mecenate capace di fare ciò che la Esso fece negli anni settanta? Ed esistono intellettuali capaci di trovare parole ed idee di quell'altezza? E, soprattutto, sarebbe possibile farlo con la stessa fiducia nel futuro? Vengono le lacrime agli occhi riascoltando le parole di speranza con cui Michele Prisco, sulle immagini del centro di Napoli, salutava un Mezzogiorno «finalmente in movimento».