Maroni e Matteoli inviano ispettori. La Corte dei Conti indaga La Prefettura doro Nuova ristrutturazione per centomila euro allinterno di Palazzo Spinola Cè anche un nuovo giardino dinverno, nellappartamento di rappresentanza del prefetto di Genova, rispetto a qualche mese fa. Una veranda costruita ex novo sulla terrazza dellalloggio di rappresentanza, sul tetto del Palazzo Doria Spinola. Non si ferma al solo bagno, e ad altri locali annessi, il caso delle ristrutturazioni, ancora in corso, nellalloggio della prefettura di Genova: ci sarebbe un altro investimento, di circa 100.000 euro, per la realizzazione di una veranda, annessa allappartamento del prefetto, realizzata su parte della superficie del terrazzo. E ieri la Corte dei Conti della Liguria ha aperto un fascicolo sulla vicenda. Il procuratore generale della Corte dei Conti della Liguria ha acquisito larticolo di Repubblica, in cui si raccontava della ristrutturazione della stanza da bagno a Palazzo Doria Spinola, che pesa sul bilancio 2010 del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per 105.564,17 euro. Attrezzato con bagno turco, idromassaggio e coperture marmoree. Nei prossimi giorni cominceranno accertamenti e verifiche, per capire se la spesa sostenuta possa costituire un danno erariale, cioè sia stata una spesa immotivata di denaro pubblico. Anche il governo si è fatto avanti sulla vicenda: il ministro dellInterno, Roberto Maroni, ha disposto unispezione a Genova del capo dellIspettorato generale dellamministrazione, il prefetto Mario Ciclosi, e ha chiesto una relazione dettagliata entro la prossima settimana. Anche Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che economicamente sostiene la spesa degli interventi, ha chiesto al direttore generale del Provveditorato alle opere pubbliche Lombardia-Liguria, Francesco Errichiello, una dettagliata relazione sulle spese sostenute per la ristrutturazione della stanza da bagno. Proprio il direttore generale Errichiello, che ieri era a Genova proprio negli uffici del provveditorato alle opere pubbliche, è intervenuto sulla vicenda: «Al momento non mi risultano abusi - ha spiegato - ovviamente stiamo facendo accertamenti. Sono stato in quel palazzo una sola volta e prima dellinizio dei lavori, credo che tutto sia avvenuto rispettando le procedure, dalla perizia di spesa alle autorizzazioni necessarie. Ricordiamoci però che si tratta di un palazzo storico, destinato anche a residenza di rappresentanza, quindi gli interventi dovevano essere consoni al resto delledificio». Si aggiungono altre carte, alla vicenda: anche la soprintendenza, che comunque doveva esprimere solo un parere di conformità degli interventi rispetto alla salvaguardia delledificio, aveva dato lok ai lavori di ristrutturazione.