Oggi la nomina del sovrintendente tra polemiche e divisioni È richiesta la maggioranza dei voti (4 su 7). Non si escludono colpi di scena Secondo tentativo per eleggere il sovrintendente del Comunale. In mattinata il cda sarà alle prese coi nomi selezionati dalla commissione. Maurizio Roi, presidente della Fondazione Toscanini, è in pole position, spinto dalla Regione e sostenuto dal Comune, anche grazie al suo piano economico basato sulle sinergie tra i teatri storici. Lo stesso assessore Mezzetti sè espresso apertamente, suscitando le aspre critiche di Udc, Pdl e Lega. Così i trascorsi politici di Roi - è troppo vicino alla sinistra - rendono difficile la convergenza dei rappresentanti ministeriali Maenza e Roversi (questultimo peraltro forse assente); le loro preferenze si orientano su Francesco Ernani. Non è nemmeno scontato che Giorgio Forni, consigliere del Comune, segua il voto della Cancellieri, visto che ha chiesto il reintegro di Claudio Orazi, escluso dalla rosa della commissione ma apprezzato dagli abbadiani, cui Forni è vicino. Ago della bilancia sono i due rappresentanti dei soci privati, Federico Rossi e Virginiangelo Marabini. Per eleggere il sovrintendente è necessaria la maggioranza assoluta: 4 dei 7 voti. Qualcuno paventa che gli equilibri politici possano non ricomporsi e quindi il cda sindirizzi verso un nome estraneo alla rosa. A quel punto, però, non si escludono ricorsi da parte di chi, da favorito, si ritroverebbe escluso.
BOLOGNA - Comunale, la Regione spinge Roi
Oggi si tiene un voto per la nomina del sovrintendente del Comunale. La nomina richiede la maggioranza assoluta dei voti (4 su 7). I nomi selezionati dalla commissione sono stati presentati al cda. Maurizio Roi, presidente della Fondazione Toscanini, è in pole position, sostenuto dal Comune e dalla Regione. L'assessore Mezzetti ha espresso apertamente il suo sostegno, ma i rappresentanti ministeriali hanno preferenze diverse. I due rappresentanti dei soci privati, Federico Rossi e Virginiangelo Marabini, sono in equilibrio con Roi. La nomina richiede la maggioranza assoluta, quindi è possibile che il cda si rivolga a un nome estraneo alla rosa.
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