Sì che è possibile, ha detto Sgarbi, basta un biglietto unico per Morgantina e la villa romana di Piazza Armerina Si può ricreare un'area greco-romana nel cuore dell'Ennese? Sì che è possibile, ha detto Sgarbi, basta un biglietto unico per Morgantina e la villa romana di Piazza Armerina. E in questo modo i visitatori resterebbero almeno una notte negli alberghi e nei BB della zona. Un'idea condivisa anche dall'architetto Enrico Caruso, direttore dell'area archeologica di Morgantina, il quale ha rilanciato proponendo che gli eventi legati al ritorno di Venere dalla California si tengano dentro la città antica con il suo teatro all'aperto, le sue case, le sue strade, i suoi forni, i suoi negozi. Pensate alla suggestione di far rivivere quei luoghi così fervidi di attività 2500 anni addietro, mentre nel vicino museo archeologico - che Sgarbi ha definito «poetico» - riposano la Venere, gli acroliti di Demetra e Persefone con accanto il tesoro d'argento che apparteneva al ricco Eupòlemo. E perché non immaginare anche una stagione teatrale di testi classici in quell'agorà? Intanto, anche senza Venere, il tesoro di 15 pezzi d'argento finemente lavorati è stato visitato nel solo mese di dicembre da 2600 persone, un dato confortante se paragonato ai 700 visitatori degli acroliti del dicembre 2009, un incremento del 300. E si tenga presente che gli argenti, che prima erano esposti al Metropolitan museum di New York, sono stati in mostra di recente anche all'Expo di Shanghai e a Roma. A febbraio ci sarà la Bit di Milano e la Provincia di Enna ci sarà assieme ad Aidone portando l'emblema della Venere che campeggerà assieme ai mosaici della villa romana di Piazza Armerina, un'accoppiata di grande attrazione anche per i tour operators internazionali che possono programmare le visite da aprile in poi, dopo l'inaugurazione - prevedibilmente in aprile - alla quale assisterà il presidente Napolitano. Tutti danno per scontata la sua presenza all'avvenimento, anche se ancora il presidente Lombardo non ha invitato ufficialmente la prima carica dello Stato. Lo farà certamente nei prossimi giorni, quando le date saranno più ravvicinate. Questo paese di 5000 abitanti eroso dall'emigrazione, ma circondato da bellissimi paesaggi campestri, e che millenni addietro era centro di cultura e di floridi commerci lungo la strada che da Katane portava ad Akragas, sta coltivando un sogno di rinascita nel nome di una grande statua che rappresenta l'antica divinità del luogo. Una sorta di magìa che pervade le case, gli edifici istituzionali, la gente che ne discute e che aspetta questo ritorno dalla lontana America. E' una divinità sequestrata e venduta, emigrata nei saloni del Paul Getty musuem di Los Angeles e che finalmente torna alla sua terra da dove ebbe origine il suo culto. E' una sensazione straordinaria e commovente che mette nel cuore della gente un brivido di emozione e di speranza nel futuro. C'è del sacro e del profano in tutto questo, un po' come le ragazze in bikini dei mosaici della vicina Piazza Armerina. Ed è incredibile come testimonianze dell'antica civiltà siciliana si siano racchiuse in un fazzoletto di terra all'interno della più piccola provincia dell'Isola, l'unica senza mare, ma ora ripagata da irripetibili meraviglie archeologiche. Chissà se il mondo avrà voglia di scoprirla. Certo non ci sono autostrade che portano ad Aidone, una strada è bloccata da tempo per un crollo in galleria nei pressi del bivio Floristella e si è realizzato un bypass. «Provincia e Anas stanno lavorando per risolvere le criticità», dice il sindaco Filippo Ganci. Comunque passare in mezzo a quelle campagne prima di salire ad Aidone è anche un modo per immergersi mell'atmosfera dei luoghi, che non sono cambiati da duemila anni ad oggi. 14012011