Incerto il futuro dei dipendenti della Lisa che finora ha assicurato apertura e personale FRANCESCA FERRI -------------------------------------------------------------------------------- GROSSETO. Il museo Archeologico cambia gestione e apre le porte a un colosso del settore servizi, la Colser Servizi di Parma, che prende il posto della cooperativa Lisa. La Colser farà risparmiare al Comune 30mila euro all'anno ma impensierisce gli impiegati che temono un peggioramento delle condizioni contrattuali, orario di lavoro compreso, che per i cittadini potrebbe significare trovare un po' più spesso il cartello "chiuso" al portone di piazza Baccarini. E visto i "precedenti" della Colser nei vari enti cittadini, anche le cooperative e le agenzie di servizi locali non vedono di buon occhio l'arrivo dei parmensi. Da dove spunta fuori la Colser è presto detto. Il ministero delle Finanze, tramite Consip, indice bandi regionali per aziende di servizi dai quali gli enti locali possono attingere scansando le lungaggini delle singole gare locali. In Toscana l'appalto per pulizie e guardiania se lo è aggiudicato la Colser, colosso da 5mila lavoratori e 100 milioni di fatturato e perciò molto competitiva sui costi. L'ultima a farne le spese a Grosseto è la Lisa, cooperativa sociale che fino a oggi ha fornito custodi, bigliettai, guide e personale per le pulizie al museo comunale Archeologico e d'Arte della Maremma. Otto persone in tutto che hanno fatto funzionare il museo da agosto 2010 fino allo scorso 9 gennaio, quando è scaduto l'appalto senza che, nel frattempo, ci sia stata una nuova gara. Il Comune, infatti, ha deciso di rivolgersi a un altro soggetto, la Colser appunto, per la ragione più banale del mondo: costa meno. «Quest'anno - spiega l'assessore al Bilancio Paolo Borghi - partiamo con 3 milioni di euro in meno rispetto al 2010. Bisogna razionalizzare le spese anche se, per esser precisi, la firma sul contratto con la Colser ancora non c'è». A Grosseto la Colser opera già negli uffici del Comune e, dallo scorso 4 ottobre, alla Chelliana al posto della cooperativa Tesauro, qui fino a settembre 2010. In biblioteca i dipendenti del precedente gestore sono stati riassunti dal nuovo, ma ricevono uno stipendio più basso, lavorano per meno ore e, nonostante siano operatori di biblioteca, sono inquadrati come personale delle pulizie con un contratto multiservizi al posto di quello del terziario che avevano sempre avuto. Nel passaggio alla nuova gestione la biblioteca è stata anche chiusa una settimana. Il timore di ricevere stessa sorte ce l'hanno oggi gli otto dipendenti della Lisa al museo. Che hanno avuto la rassicurazione di essere assunti dalla Colser, come conferma l'assessore Borghi, ma quale stipendio, orario e contratto non si sa. Si sa già, però, che il Comune sta pensando a limare un po' l'orario di apertura per contenere i costi. «Inutile - spiega Borghi - tenere aperto il lunedì solo per le scolaresche. Valuteremo, comunque, l'operato di Colser da qui a luglio e, se soddisfatti, abbiamo facoltà di rinnovarlo per tre anni». Alle casse comunali la Colser piacerà. «La Lisa - spiega il dirigente del settore Bilancio Arturo Bernardini - nel 2010 ha fornito il servizio a 170mila euro. La Colser per 6 mesi ne chiede 70, che proiettati sull'intero anno sono 140mila, cioè 30mila euro in meno rispetto alla Lisa». Per la coop sociale invece perdere l'appalto del museo è una brutta notizia. «Diversamente non si poteva fare - conclude Borghi - era l'unica soluzione per garantire la continuità del servizio ed è un'apertura comunque modulare a una nuova gestione».