Ecco tutti i dettagli dell'intesa siglata nella missione romana del sindaco su arte, cultura e fondi per la città «Un risultato straordinario, se funziona così torno ad Arcore una volta al mese». Renzi ha ottenuto ciò che voleva per Firenze. E ciò lo fa esultare. Circa 3 milioni e mezzo all'anno da destinare al mantenimento del decoro della città. Non arriveranno dallo Stato direttamente nelle casse comunali, ma sarà proprio il Comune a proporre al ministero per i Beni culturali, entro la fine di ogni anno, il progetto su cui investire il tesoretto derivante dal 20 degli incassi del Polo museale fiorentino (complessivamente, al netto dell'aggio, circa 17 milioni annui). Per il triennio 2011-2013 i proventi saranno vincolati al completamento del secondo lotto di lavori per i Grandi Uffizi per il quale mancavano ancora 13 milioni di euro (la differenza di circa 2 milioni e mezzo la metterà il governo). Per l'esattezza, il sindaco aveva chiesto al governo il 50 degli introiti derivanti dai biglietti per le visite al David, circa 4 milioni di euro all'anno. I soldi a Firenze arriveranno sotto un'altra forma, ma la sostanza non cambia e questo è quel che conta. GLI OBIETTIVI Completamento del secondo lotto dei lavori dei Grandi Uffizi Incognita loggia di Isozaki La collaborazione tra il Comune e il Governo che si è concretizzata ieri, a Palazzo Chigi, nella firma di un protocollo d'intesa con il ministero per i Beni e le attività culturali, non è l'agognata legge speciale ma il primo passo di un cammino nuovo. La prima conquista romana del Cybersindaco. Nel pacchetto della convenzione, anche l'avvio della Firenze card', un biglietto integrato per i trentatre musei civici e statali fiorentini al prezzo di 50 euro, valido per 72 ore. Un altro tassello per arricchire l'offerta culturale, anche se si immagina che sarà rivolto a un pubblico più ristretto, amante dell'arte. Si affretta a esprimere il suo giudizio positivo sull'accordo Cristina Acidini, soprintendente per il patrimonio storico, artistico e per il Polo museale. Anche se nella convenzione il Polo viene bypassato dall'accordo diretto Comune-Ministero. Una grande novità arriva con il progetto di rilancio del Teatro della Pergola, a rischio chiusura con lo smantellamento dell'Ente teatrale italiano. Un progetto ambizioso (che sarà applicato anche al Teatro Valle di Roma) di collaborazione tra enti e tra privati (l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze contribuirà con un milione di euro), che rappresenta, di fatto, la prima applicazione del federalismo demaniale. Il teatro del demanio passerà nelle mani del Comune e al Comune i proprietari del Teatro Niccolini, ormai chiuso da anni, concederanno il comodato d'uso gratuito per favorire la nascita del polo teatrale Pergola-Niccolini, cui si aggiungerà la perla del Teatro del Giglio di Lucca (per dirla tutta, inserito nella partita di giro dal ministero all'insaputa del sindaco Renzi). «Abbiamo messo basi solidissime per il futuro della Pergola», ha detto Marco Giorgetti, direttore del teatro fiorentino che diventerà direttore generale in Comune, incaricato di predisporre il piano di rilancio e valorizzazione del polo. La Pergola, che non interromperà mai le rappresentazioni, avrà come primo allestimento della nuova vita una regia di Maurizio Scaparro nel quadro delle celebrazioni del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. «In attesa di ulteriori indirizzi da parte del Comune proseguirà l'opera di restauro del teatro», conclude Giorgetti. Il completamento del secondo lotto dei lavori dei Grandi Uffizi che procedono a una velocità di cantieramento quantificabile in 500mila euro al mese, riapre l'interrogativo sulla realizzazione della Loggia Isozaki: su questo punto non ci sono certezze ma l'intenzione di trovare una soluzione condivisa anche con la cittadinanza. L'accordo prevede anche le questioni relative al David di Michelangelo, iniziative per le celebrazioni per l'anniversario della morte di Amerigo Vespucci e l'analisi delle problematiche finanziarie e patrimoniali relative alla Fondazione Maggio Musicale. E poi gli interventi su Accademia della Crusca, Accademia dei Georgofili, Istituto Studi storici del Rinascimento, Gabinetto Vieusseux, Museo Galileo e Biblioteca Nazionale. Patrimoni da esaltare.