Renzi ironizza: «Se dopo ogni incontro con il premier Berlusconi firmiamo un protocollo, in futuro ci andrò una volta al mese...» Siglato da Letta e Bonaiuti l'accordo per i beni culturali: alla città 4 milioni l'anno Il governo ha mantenuto le promesse, e Firenze da oggi avrà più soldi per la gestione e la valorizzazione del suo patrimonio culturale. Il sindaco Matteo Renzi ha firmato ieri a Palazzo Chigi, alla presenza dei dirigenti del Ministero dei Beni Culturali e dei sottosegretari Paolo Bonaiuti e Gianni Letta, un protocollo d'intesa con ricadute importanti per la città. Il 20 del ricavato dei biglietti (circa 4 milioni all'anno) andrà a finanziare il secondo lotto dei Grandi Uffizi, e a iniziative per il decoro; da febbraio parte la card unica dei musei, e il Teatro della Pergola diventa di proprietà comunale. «È un esempio positivo di collaborazione istituzionale, e il primo in Italia di federalismo demaniale», hanno osservato Letta e Bonaiuti. A fine conferenza stampa Matteo Renzi è vistosamente soddisfatto: «Avete visto che ho fatto bene a fare la battaglia per il David, e ad andare ad Arcore? Oggi torno a Firenze con tanti soldi in più che saranno spesi per migliorare la nostra città». Il sindaco, ieri alle 12, ha firmato il protocollo d'intesa (primo esempio in Italia di «federalismo demaniale» come lo ha definito il sottosegretario Gianni Letta) «perla definizione e la finalizzazione di azioni condivise atte alla migliore valorizzazione dell'offerta culturale della città do Firenze». Grazie al protocollo, il Comune di Firenze istituisce la Firenze Card, ottiene il 20 degli introiti dei biglietti dei musei fiorentini per migliorare il decoro della città e finire i lavori dei Grandi Uffizi, diviene proprietario del Teatro della Pegola. Renzi gongola, e raccoglie i risultati, delle sue battaglie ma anche delle polemiche, verso il ministro Bondi, che ieri ha però voluto ringraziare per il suo impegno. Il governo, dal canto suo, ha mantenuto le promesse, e lo ha fatto a tempo di record. «Sono grato come città - dice il sindaco - e molto soddisfatto per i provvedimenti. Se questi sono i risultati - aggiunge scherzando - chiederò di essere ricevuto uno volta al mese ad Arcore. Anzi, se funziona così fisso già l'appuntamento di gennaio». E in effetti la Convenzione introduce una filosofia di intervento che - hanno osservato tutti nella conferenza stampa di ieri che si è svolta a Palazzo Chigi: da Letta a Renzi, dai rappresentanti del Mibac Mario Resca (direttore generale per la valorizzazione), a Roberto Cecchi (segretario generale), a Salvatore Nastasi (capo di Gabinetto), al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti - esportabile in molte altre realtà nazionali. Ecco i punti principali della Convenzione. FIRENZE CARD: dal 18 febbraio (anniversario della morte dell'Elettrice Palatina) un biglietto unico per tutti i musei statali e comunali e, in prospettiva, per quelli gestiti da altri soggetti. Costerà 50 euro, varrà 72 ore e consentirà di visitare 33 musei e gallerie. Non si è parlato di un aumento del prezzo attuale dei biglietti, ma il tutto sarà vagliato dal Coordinamento regionale che si occupa del tema. Letta e Nastasi, rispondendo ad una domanda, hanno osservato la disparità, in peggio, tra il biglietto per gli Uffizi (6.50 euro) e quello per il Louvre di Parigi (15 euro). 20 DEI FONDI DEI BIGLIETTI PER LA VALORIZZAZIONE DEL DECORO DELIA CITTÀ: destinazione di una somma tra il 15 (minimo) e 20 (massimo) del ricavato dei biglietti dei musei: attualmente circa 20 milioni di euro lordi annui (quindi 4 milioni all'anno) al quale vanno però tolti gli agi dei concessionari. Saranno usati in base ai progetti presentati dal Comune ed approvati dal ministero. Allo stesso tempo sono previsti vincoli di «tutela diretta» sulle aree prossime ai musei, in accordo con il GRANDI UFFIZI: per il solo triennio 2011-2013 queste stesse risorse (appunto circa 4 milioni all'anno) saranno destinate al completamento del secondo lotto dei Grandi Uffizi. In prospettiva, scompariranno le bancarelle dal piazzale. POLO TEATRALE PERGOLA-NICCOLINI: nasce un polo unico teatrale tra Pergola e Niccolini, al quale saranno destinati i fondi statali, la cui l'attivazione delle procedure spetta al sindaco che diventa il gestore del polo. I dipendenti del teatro passano a tempo indeterminato negli organici del Mibac. Marco Giorgietti diventa direttore generale dell'ente. MAGGIO FIORENTINO: la Convenzione riconosce il «ruolo fondamentale» per la musica lirica italiana e si impegna per la sua valorizzazione. Possibile conferimento di una parte degli immobili delle Ex Scuderie alle Cascine e una quota dell'immobile Parco della Musica e della Cultura. DAVID DI MICHELANGELO E LOGGIA ISOZAKI: per il primo, la Convenzione riconosce «lo specifico, intrinseco valore simbolico e identitario» che l'opera ha per Firenze; sul secondo, invece, le «parti» si impegnano a «individuare le soluzioni atte» alla sua realizzazione, che dovrà «essere comunque fatta», precisa Letta. La Convenzione riconosce anche il «ruolo strategico» dei grandi istituti storici di Firenze: dall'Accademia della Crusca a quella dei Georgofili, dall'Istituto studi storici del Rinascimento al gabinetto Vieusseux, al Museo Galileo, alla Biblioteca Nazionale. Su questi istituti sarà aperto un tavolo di confronto.