ROMA. "Si è fatto tanto chiasso per una visita che il sindaco di Firenze, nel suo ruolo istituzionale, ha reso al presidente del consiglio, sia pure a casa, ma nelle sua qualità di presidente del consiglio. Beh, se oggi noi abbiamo questo protocollo, e se oggi possiamo presentare un risultato così importante alla città di Firenze e a tutta Italia un esempio e un modello così significativo, è anche perchè, sul piano istituzionale, il presidente del consiglio e il sindaco di Firenze si sono incontrati, capiti e hanno collaborato nell'interesse della città». Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, torna così, attraverso quella che definisce una «annotazione polemica», sulla recente visita di Matteo Renzi ad Arcore. Un incontro rievocato, ieri Palazzo Chigi, nel corso della conferenza stampa convocata per l'avvio del progetto "Firenze card". «L'evento più importante - fa rilevare Letta - è la collaborazione istituzionale che si è realizzata, anche grazie alla consuetudine di Paolo Bonaiuti con il sindaco di Firenze e di questo voglio ringraziare Renzi. È stato un esempio di come, quando si collabora ad un risultato comune e con una finalità alta in termini istituzionali, come sempre dovrebbe essere, indipendentemente dai colori e dalle appartenenze, i risultati si raggiungono». Per Letta si tratta di «un accordo molto importante, che mette in pratica il federalismo municipale - spiega illustrando il protocollo Mibac e il Comune di Firenze -perché prevede non solo la valorizzazione in senso teorico, ma strumenti per valorizzare una collaborazione piena tra il ministero e il Comune perché quel polo museale unico al mondo, che è Firenze, possa essere pienamente goduto dai turisti, ma possa anche essere fonte di attrazione e possa garantire, questo strumento nuovo, le risorse per garantire la piena valorizzazione di questo museo». Soddisfatto Paolo Bonaiuti, che si dice «contentissimo che sia proprio la mia Firenze a essere il primo esempio di collaborazione istituzionale. Io mi impegno d'ora in poi a fare il pungolo per la mia città». Il sottosegretario e portavoce del premier ha fatto riferimento, per il futuro, anche al «progetto per i cinquecento anni della morte di Amerigo Vespucci: oltre ad eccellere in arte, architettura, letteratura e poesia, Firenze ha dato anche il nome all'America, e questo evento deve essere celebrato come si deve. Firenze - è l'auspicio di Bonaiuti - deve tornare sempre di più ad avere quel ruolo propulsivo per la cultura nazionale e internazionale, che merita di avere, per la sua storia». Numerose le reazioni registrate a Firenze sull'accordo. A partire da quella del deputato e coordinatore cittadino del Pdl, Gabriele Toccafondi: «Detto fatto. Più di una volta sia il Presidente Berlusconi che i ministri del suo Governo avevano promesso risorse aggiuntive mirate a migliorare la città di Firenze. L'accordo firmato a Palazzo Chigi, va sicuramente verso questa direzione», spiega. Toccafondi ricorda che «molte delle proposte che sono nella convenzione firmata tra il Mibac e il Comune di Firenze, come per esempio il biglietto unico per i musei fiorentini e la definizione di una quota parte dei ricavi da destinare alla città per interventi mirati a turismo e cultura, sono proposte che il Pdl fiorentino aveva fatto al Ministro Bondi durante un incontro, già ad ottobre. Di questo siamo molto soddisfatti». Secondo l'esponente del Pdl, «il Governo Berlusconi mantiene le promesse ed è utile ricordare che mai il capoluogo toscano aveva ricevuto tanta attenzione. I ministri del Governo non sono così buffi come Renzi li definì, semmai potrebbero essere definiti, quei ministri dei governi di sinistra che molte a volte a Firenze sono venuti solo per fare promesse, mai mantenute», conclude Toccafondi. Sulla stessa linea il gruppo consiliare del Pdl a Palazzo Vecchio che esprime «grande soddisfazione per l'accordo tra Firenze e il Ministero dei beni culturali. Col biglietto unico e la quota del 20 destinata a interventi per migliorare il decoro della nostra città, è stato assicurato da parte del Governo esattamente ciò che avevamo chiesto al ministro Bondi nel nostro incontro a Roma. Lo stesso ministro sfiduciato dal Pd in Parlamento. Grazie al nostro intervento, Firenze ha raggiunto un risultato inseguito invano dal centrosinistra per anni e anni». Infine il senatore Paolo Amato che sottolinea: «Voglio vedere come faranno parlamentari del Pd adesso a sfiduciare Bondi dopo che ha teso la mano a un loro sindaco. E adesso Renzi deve chiedere scusa a Bondi per le parole che usò due mesi fa».