La card museale permette visite in 33 musei fiorentini: ma 13 di questi sono già gratis. Sancito l'addio definitivo all'archivio Zeffirelli Chi vince, grazie al Governo, è soprattutto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Chi perde è Cristina Acidini e il Polo Museale fiorentino. E non è un bene. A ben vedere, il «Protocollo di intesa per la definizione e finalizzazione di azioni condivise atte alla migliore valorizzazione dell'offerta culturale della città di Firenze» firmato ieri, in pratica redistribuisce le risorse in città in maniera profondamente diversa da quel che è accaduto fino a ora. Secondo quanto recita l'articolo 4 dell'accordo, il 15-20 degli introiti dalla bigliettazione dei musei statali per i primi tre anni finiranno nel calderone per la realizzazione dei Nuovi Uffizi; poi Renzi, o chi per lui, li gestirà per la valorizzazione e il decoro di Firenze. Stiamo parlando di una cifra intorno ai 4 milioni l'anno e, come ha sottolineato il capo di Gabinetto Nastasi, guarda caso per completare il reperimento dei 40 milioni per il 2 lotto dei Nuovi Uffizi, ne mancano 13. I primi 12 arriveranno grazie a quest'accordo, il milione mancante ce lo metterà il Mibac. E si può supporre che i successivi 8 milioni (del 2014 e 2015) serviranno in larga parte per realizzare la Loggia Isozaki. Come scritto, a perdere da tutta questa partita è il Polo Museale fiorentino, cui mancheranno annualmente 4 milioni di euro di risorse fresche per interventi di restauro, di manutenzione, di valorizzazione. E pensando che tra qualche anno sarà finalmente disponibile il tanto agognato spazio per le mostre temporanee del Polo, sotto la Biblioteca Magliabechiana, viene da domandarsi con quali risorse saranno organizzate le esposizioni. Probabilmente ci «metterà una pezza» Nastasi, che non ha escluso la possibilità di un aumento del prezzo del biglietti dei musei statali. Con l'aria di crisi che tira, comunque, bisogna rifletter bene prima di prendere simili decisioni. E poi, non dimentichiamo che, in occasione di mostre temporanee nei musei, il prezzo del biglietto già aumenta, per una buona metà dell'anno. A questo proposito, la soprintendente Acidini fa buon viso a cattivo gioco («È un accordo importante per Firenze che vede protagonista il Governo») ma pensando ai soldi in meno che le arriveranno, aggiunge: «Vedremo quali correttivi imporre e proporre». E comunque giudica «da evitare» l'ipotesi di aumento del biglietto dei musei. L'accordo firmato ieri genera tuttavia almeno altre due perplessità. L'esordio della card museale che costerà 50 euro e permetterà, nell'arco di 72 ore, di visitare 33 musei statali e civici di Firenze è ormai realtà ed esiste una lista di 33 musei «aderenti» all'iniziativa. Peccato che ben 13 di questi musei (tutti statali) siano a ingresso gratuito. Quindi, più correttamente, i musei dove la card avrà un senso, sono solo 20, che è comunque una bella cifra. E allora, perché annunciare situazioni «diversamente» vere? E infine: all'articolo 9 dell'accordo, riguardante la drammatica situazione del Maggio Musicale Fiorentino, si annuncia la possibilità di conferire al Maggio - evidentemente per rimpolpare il patrimonio immobiliare - di una parte degli immobili del complesso ex-Scuderie delle Cascine e della quota parte comunale del complesso Parco della Musica e della cultura. La domanda sorge spontanea: ma le ex-Scuderie non dovevano accogliere l'archivio di Franco Zeffirelli? A novembre il regista aveva annunciato il tramonto dell'ipotesi. Ma poi da Palazzo Vecchio qualcuno aveva affermato che la partita non si era ancora conclusa. Con l'accordo di oggi invece si è udito il de profundis sul sogno di avere in città l'immenso archivio del Maestro. Complimenti!