Card unica per i musei, trattenuta del 20 sui biglietti venduti. Palazzo Chigi: «È la prima applicazione del federalismo demaniale» Letta, è il f rutto del pranzo di Arcore. E il sindaco: visti i risultati, ci tornerei ogni mese ROMA Biglietto unico per entrare nei musei fiorentini; i120 dell'introito destinato a progetti culturali, (fino al 2013 al completamento dei Grandi Uffizi); nascita del polo teatrale Pergola-Niccolini. Firmata la convenzione governo-Comune di Firenze: «E' la prima applicazione del federalismo demaniale». Secondo Gianni Letta è il frutto del pranzo di Arcore fra Berlusconi e Renzi. Il sindaco: «Pronto a tornarci ogni mese». ROMA Via libera alla card dei musei, e via libera anche alla trattenuta del 15-20 per cento sui biglietti venduti. Ieri il sindaco di Firenze Matteo Renzi e il ministro per i beni culturali Sandro Bondi hanno firmato un protocollo d'intesa per valorizzare l'offerta culturale della città. E «un atto innovativo, prima applicazione del federalismo demaniale», ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. Entro 15 giorni sarà tecnicamente pronta la card da 50 euro con cui, fra le altre cose, per 72 ore (saltando la fila) si potrà entrare nei 33 musei e utilizzare Ataf e tramvia. La card. Il direttore generale per la valorizzazione dei beni culturali Mario Resca aveva proposto il giorno di San Valentino come data d'avvio, che coincide però con una promozione per fidanzati «paghi uno, entrano due». Per questo Renzi vorrebbe farla partire dal 18 febbraio, giorno dell'Elettrice Palatina (ma si consulterà con lo «storico» Eugenio Gialli). Di quei 50 euro incassati dal Comune per card ogni quota parte incassata sarà poi restituita a chi ha fornito quel servizio (museo, Ataf). Se tutti quelli che hanno comprato la carta utilizzassero servizi superiori ai 50 euro, è stato calcolato che la perdita sarebbe di 500 mila euro. In caso contrario il Comune potrebbe arrivare a guadagnare un milione di euro. Biglietti e David Viene riconosciuto «l'intrinseco valore simbolico e identitario del David per i cittadini e per l'amministrazione comunale». Il sindaco aveva chiesto di poter incassare il 50 per cento della vendita di biglietti del David, pari a circa 4 milioni. Non li avrà, ma il risultato non cambia, perché quei denari arriveranno attraverso altri canali, cioè dal polo museale. Nel 2010, hanno spiegato ieri Resca e il capo di gabinetto di Bondi Salvatore Nastasi, il polo museale di Firenze ha incassato circa 20 milioni di euro al lordo dell'aggio dei concessionari, il 6,32 per cento in più rispetto all'anno precedente. Il tra il 15 e il 20 per cento di questa quota, pari al netto a circa 3,6 milioni di euro, sarà utilizzato per «attività finalizzate al miglioramento della fruizione del patrimonio culturale fiorentino da parte dei cittadini, nonché alla valorizzazione e al decoro della città». Il Comune di Firenze presenterà le relative proposte di utilizzo al ministro entro il 31 dicembre dell'anno precedente alla realizzazione delle attività. Per i prossimi tre anni però queste risorse saranno utilizzate per finire i lavori del secondo lotto degli Uffizi, per i quali servono in tutto 13 milioni di euro. Quindi, se oltre 10 verranno dalla vendita dei biglietti, quello che rimane (2 milioni circa) sarà pagato dal ministero. Sempre, certo, che nei prossimi anni non ci sia un aumento tale di visitatori da essere sufficiente a pagare completamente il secondo lotto di lavori. Dal 2014 poi quei soldi potranno essere utilizzati per curare il decoro cittadino. Aumenterà il prezzo del biglietto dei musei, ora fermo a 6,5 euro? Per entrare al Louvre ne servono 15. L'aumento è deciso a livello regionale, lo Stato non se ne occupa però ieri sia Nastasi che Letta sottolineavano quanto fosse basso il prezzo e che forse sarebbe il caso di chiedere qualche euro in più. Renzi al contrario è soddisfatto così. Isozaki Ci sono pareri divergenti sul futuro della tettoia di Isozaki fra il professor Roberto Cecchi, segretario generale del ministero, che la vorrebbe finita, e Bondi che invece è come peraltro ha già rivelato una volta Vittorio Sgarbi «contrarissimo». Nel protocollo vi si fa un cenno vago (una vaghezza voluta proprio dal ministro) e comunque sia non se ne riparla prima della fine dei lavori al secondo lotto degli Uffizi. Pergola L'Eti, come si sa, è stato soppresso. La Pergola diventa ora di proprietà del Comune. Il direttore manager Marco Giorgetti diventerà dirigente comunale. Renzi però vorrebbe affidargli non soltanto la gestione della Pergola, ma allargare le sue competenze anche ad altri incarichi. «Diventeremo la città dei teatri», dice Renzi che vorrebbe far diventare la Pergola «un teatro di produzione». La Cassa di Risparmio di Firenze, come conferma Michele Gremigni, presidente dell'Ente Cassa, darà alla Pergola un milione di euro per cinque anni. Ieri è nato il Polo teatrale Pergola-Niccolini. Renzi ha chiesto, e forse otterrà, il comodato d'uso del Niccolini e pare che il proprietario, l'editore Pagliai, abbia detto di sì in cambio dei lavori di ristrutturazione dell'edificio. Per il Maggio musicale invece le parti provvederanno a esaminare con un tavolo tecnico il conferimento di parte degli immobili del complesso ex Scuderie delle Cascine e quelle relative all'ipotesi di conferire alla Fondazione «Maggio Musicale fiorentino» una quota dell'immobile sede del complesso Parco della Musica. Tassa di scopo La tassa di scopo non rientra ovviamente nel protocollo d'intesa. Ma ieri Letta durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi ha detto che dopo Roma, in cui è in vigore dal primo gennaio 2011, anche altre città potranno usufruirne. Ma c'è tutto l'iter parlamentare da affrontare e il Pdl è pronto a dare battaglia in commissione bilancio. Dopo l'intervento del ministro Roberto Calderoli, ha detto Letta, sulla «tassa di scopo è stato fatto un passo avanti e personalmente ho dato una mano ai sindaci di Firenze e Venezia che fortemente la rivendicano».
Governo-Renzi, il patto per Firenze
Il Comune di Firenze ha firmato un protocollo d'intesa con il governo per valorizzare l'offerta culturale della città. La card dei musei, da 50 euro, permetterà di entrare nei 33 musei e utilizzare Ataf e tramvia. Il 20% dei biglietti venduti verrà trattenuto per progetti culturali. Il Comune di Firenze presenterà le proposte di utilizzo entro il 31 dicembre dell'anno precedente alla realizzazione delle attività. Il polo museale di Firenze ha incassato circa 20 milioni di euro al lordo dell'aggio dei concessionari. Il 15-20% di questa quota sarà utilizzato per attività finalizzate al miglioramento della fruizione del patrimonio culturale fiorentino.
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