Un volume curato dalla sezione lombarda non piace alla presidente Mottola Molfino Quel libro fa torto alla memoria di nostro padre. Quel libro è «un'operazione da respingere con fermezza». Scritti per la Lombardia, di Antonio Cederna (1921-96, giornalista, politico e tra i fondatori, nel '55, di Italia Nostra), volume curato proprio dal consiglio regionale lombardo di Italia Nostra, non piace ai figli di Antonio, né agli intellettuali (fra i quali Alberto Asor Rosa, Goffredo Fofi e Corrado Stajano) che ne chiedono addirittura il ritiro dalle librerie, perché gli scritti di Cederna sono preceduti da interventi degli urbanisti Luigi Mazza e Alberto Ferruzzi, definiti «esponenti di posizioni antitetiche». Anche il presidente nazionale di Italia Nostra, Alessandra Mottola Molfino, «si dissocia» dai contenuti del libro, considerata «un'iniziativa personale del presidente della sezione Lombardia», Luigi Santambrogio. «La pubblicazione degli articoli di nostro padre viene utilizzata per veicolare tesi opposte a quelle che ha sempre sostenuto», avevano protestato Camilla, Giulio e Giuseppe Cederna. E Asor Rosa Co rincarano la dose: «Questa operazione nella quale le idee di Antonio Cederna sull'urbanistica e le sue analisi, limpidamente espresse in decine di articoli quasi sempre di drammatica lungimiranza, appaiono distorte o criticate senza contraddittorio, è da respingere con fermezza», dicono nel loro appello rivolto ai vertici di Italia Nostra e all'amministratore delegato di Electa (editrice del volume), Martin Angioni. Capita dunque a fagiolo l'imminente Consiglio nazionale di Italia Nostra. Durante il quale si valuterà (e questa è già una notizia) l'eventualità di sospendere la distribuzione del libro e ritirarne le copie già distribuite. La casa editrice Electa ricorda di aver pubblicato la raccolta di scritti «avvalendosi della curatela e della competenza del comitato scientifico di Italia Nostra Lombardia che ha selezionato gli scritti di Cederna e gli autori dei contributi introduttivi». Insomma, fra un'Italia Nostra e l'altra, sorge il sospetto che si sia infilata un'Italia «loro». «Loro» chi? I soliti ignoti.