La tassa di scopo «a Roma sta funzionando, mi convince, è un modello da esportare in tutte le città d'arte». Lo ha detto il sottosegretario Gianni Letta, durante la presentazione del protocollo tra il ministero per i Beni culturali e il Comune di Firenze a palazzo Chigi. Letta ha ricordato che sulla possibilità per i Comuni di introdurre una tassa di soggiorno per i turisti, come quella presente nella Capitale, «si stanno facendo passi avanti» in sede di federalismo municipale. H riferimento è all'incontro di ieri l'altro tra Roberto Calderoli e l'Anci (si veda ItaliaOggi di ieri), in cui il ministro leghista ha aperto all'introduzione della tassa di soggiorno nel decreto legislativo sul fisco municipale, in attuazione della delega in materia di federalismo fiscale. «Questo paese ha sostanzialmente bisogno di due cose: di sostenere quei settori produttivi, a partire dal turismo, che possono realmente essere volano di maggiore crescita e di maggiore occupazione, e di ridurre, proprio a questi fini, la pressione fiscale complessiva. Per questo, abbiamo tra l'altro sempre sottolineato la necessità di un federalismo fiscale procompetitivo». Questa la risposta del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che in merito alla possibile introduzione, nel decreto sul federalismo municipale, di una tassa di soggiorno attivabile da tutti i comuni italiani, dichiara «speriamo davvero che queste anticipazioni non siano confermate perché tassare l'ospitalità turistica del nostro Paese sarebbe un vero e proprio "autogol" rispetto alla necessità di irrobustire la crescita e di cogliere appieno il potenziale della risorsa-turismo».