La Procura di Trento sta indagando sulla gara per gli arredi della nuova biblioteca Nell'ipotesi dell'accusa i concorrenti si sarebbero accordati, ai danni della Fondazione Un appalto "truccato", con i concorrenti che si mettono d'accordo tra loro per falsare, a loro vantaggio, i risultati. E a farne le spese sarebbe stata la Biennale di Venezia, per la gara bandita l'anno scorso relativa alla fornitura di scaffalature e arredi per la nuova biblioteca dell'Asac, nel padiglione centrale dei Giardini. Questa almeno è l'ipotesi della Procura di Trento che, proprio in questi giorni, ha chiuso le indagini per la cosiddetta operazione "carega". Per mesi gli inquirenti trentini hanno passato a setaccio gli appalti per gli arredi pubblici nella loro regione, ma non solo. Ben 24, alla fine, gli indagati per un complesso di nove appalti: tanti stimati professionisti, ma anche funzionari pubblici, accusati, a vario titolo, di turbativa d'asta, rivelazione di segreto d'ufficio e truffa. Figura centrale Renzo Colombini, titolare dell'Habitat di Trento, accusato anche di un episodio di estorsione. L'appalto della Biennale, va detto, non è tra i casi più clamorosi dell'inchiesta di Trento. Per questa gara veneziana, sono accusati di turbativa d'asta vari imprenditori. Lo stesso Colombini avrebbe ammesso di essere stato convinto da un amico a partecipare alla gara, non certo per vincerla, ma per fare numero. Insomma, la Biennale si sarebbe ritrovata con una gara "truccata" dai suoi stessi concorrenti. «Attendiamo l'evolversi del procedimento - commentava ieri la Fondazione veneziana - e in ogni caso la Biennale valuterà tutte le iniziative più opportune a tutela del proprio nome e dei propri interessi». Quella della nuova biblioteca per l'Asac è stata una delle operazioni strategiche lanciate dalla Biennale negli ultimi anni. Tra 2009 e 2010, con l'obiettivo di fare dell'ex Padiglione Italia un centro polivalente finalmente aperto tutto l'anno, è stata creata questa grande biblioteca aperta al pubblico: 130mila volumi, 350 mq di sala di lettura e 800 metri lineari di scaffalature, finite al centro dell'inchiesta trentina. Per la cronaca, nella lista dei 24 indagati, c'è anche un veneziano: Aurelio Gabriele, amministratore della living srl di Ballò di Mirano.