Dall'asta di bottiglie 28mila euro. «Ne servono altri 7Omila» MILANO La toppa al tetto della Braidense l'hanno pagata il vino e il topo Geronimo Stilton. Ventottomila euro e rotti, giusto per tamponare 1"infiltrazione che ha reso inagibile un magazzino al secondo piano della Biblioteca nazionale - una delle sette in Italia. I volumi si sono salvati solo perché i dipendenti avevano provveduto a coprirli con teloni impermeabili. Anomalia ignorata a Roma ma non da Aldo Bassetti, presidente degli Amici di Brera, che ha coinvolto il Fai. E il Fondo per l'ambiente italiano, col suo progetto «Puntiamo i riflettori», ha organizzato due aste di vini, una a Milano e una a Lecco, battendo bottiglie di pregio donate da produttori di tutta Italia. E una lettura nella Sala Teresiana: in cattedra il topo Stilton, per terra, sui cuscinoni, circa 150 bambini. Probabilmente, osserva il direttore, Aurelio Aghemo, era dal 1770, quando l'imperatrice Maria Teresa l'aprì, che alla Braidense non si vedeva niente del genere. Eppure la biblioteca è tutt'altro che congelata nel passato: ne fa parte la Mediateca Santa Teresa in via Moscova, che vanta, tra l'altro, il deposito legale del materiale fonografico prodotto in Lombardia. Cioè, traduce Aghemo, «1'80 di quello prodotto in Italia». La Braidense, invece, ha il deposito legale dei libri stampati in provincia di Milano («il 60 della produzione nazionale»): 20-21 mila immissioni l'anno, che alimentano un patrimonio da un milione e mezzo di volumi, custodito per metà in magazzini esterni, a Vigevano, Lacchiarella e in due capannoni sequestrati alla mafia a San Donato. Coinquilina di Pinacoteca e Accademia a Palazzo Brera, la Braidense non s'allargherà col trasloco della seconda; condivide, invece, i problemi del tetto, che le sono costati 73 mila euro in interventi tampone negli ultimi due anni. Esclusi i 28.264 euro raccolti per la nuova falla. Un inizio: per finire i lavori, spiega Anna Gastel, presidente del Fai Lombardia, «ne serviranno almeno centomila». E il Ministero? Caterina Bon Valsassina, direttrice regionale per i beni culturali, allarga le braccia: «Questo palazzo è grande quanto un quartiere. Oggi si apre una falla qui, domani sulla Pinacoteca. Si potrebbero prevenire solo con la manutenzione ordinaria, ma a pagarla erano fondi che, dal 2000 ad oggi, sono stati tagliati dell'80».