Sfuma fra le polemiche e i veleni della politica il progetto del Gp di F1 all'Eur. Ecclestone ha posto il diktat al Campidoglio: «O Roma o Monza». E Alemanno si prepara alla resa: «Pronti a un passo indietro». Rutelli: «Un'altra figuraccia. Una lettera di dieci stringate righe in inglese. Fredda e impersonale. Mittente Bernie Ecclestone. Destinatario Gianni Alemanno. E' arrivata mercoledì sera in Campidoglio. E ha messo fine al sogno (o all'incubo, a seconda dei punti di vista) della Formula 1 all'Eur. Gettando altra benzina sul fuoco delle polemiche che da mesi accompagnano il progetto di Maurizio Flammini per il Gran Premio sulle strade della Capitale. «O Roma o Monza», in sostanza è stato il diktat imposto dal patron della F1, ventilando l'improbabile ipotesi di alternare le due città. Un anno in Lombardia, un anno nel Lazio. Alemanno si era però già esposto nei giorni scorsi: «Se il Gp di Roma dovesse essere in alternativa a Monza, faremo un passo indietro». E adesso si prepara alla resa (che sarà formalizzata la prossima settimana), anche se ci ha tenuto a precisare che non è stata una bocciatura di Roma». Da Milano è comunque arrivato subito lo stop di Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, all'ipotesi dell'alternanza fra le due città: «Inaccettabile». E mentre Maurizio Flammini, che la sera del 31 dicembre aveva lanciato costosissimi sport tv per promuovere la gara, ha annunciato che cercherà di «collaborare con Monza», adesso infiamma la polemica politica. Il centrosinistra si era schierato contro il progetto e aveva denunciato i tentativi di «speculazione edilizia». Ieri è stato il giorno della rivincita: «E' l'ennesima figuraccia per Alemanno», ha dichiarato Francesco Rutelli, leader e fondatore dell'Api, che da settimane si era detto contrario all'iniziativa. «Il no di Ecclestone ad Alemanno, ufficiale e senza possibilità di fraintendimenti, chiude definitivamente questa farsa del Gran Premio di Roma che il sindaco aveva strumentalmente portato in giro per ben due anni e mezzo», ha sottolineato Marco Miccoli, segretario romano del Pd. «E' l'ennesimo spot del sindaco andato in fumo - ha aggiunto Alessandro Onorato dell'Udc -, adesso è arrivato il momento dopo due anni di promesse non mantenute e di proclami andati in fumo, di cominciare a mettere mano a quelle che sono le reali emergenze della città e dei romani, che pagano i costi della grave crisi economica e di una cattiva amministrazione». Per Pino Battaglia, Pd, presidente della Commissione provinciale sport, la lettera di Ecclestone frena una volta per tutte le promesse del sindaco e smaschera l'inconsistenza di un progetto di cui Alemanno ha straparlato per due anni senza accordi, impegni, contratti, benestare dei residenti, strizzando però l'occhio agli amanti di cubature e colate di cemento». Il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, invece, «si chiude un capitolo, ma basta con le polemiche. Ora è giunto il momento di voltare pagina definitivamente. Lavoriamo, quindi, tutti insieme per rafforzare la vocazione turistica, fieristica e congressuale di quel quadrante del nostro territorio». Matilde Spadaro e Vincenzo Vecchio, consiglieri municipali del Pd e attivi sul territorio contro il Gp, hanno invece simbolicamente brindato in Campidoglio sotto la statua di Marco Aurelio. Il centrodestra, sia pur con qualche imbarazzo e qualche mal di pancia, ha provato a fare quadrato intorno al sindaco. «Il Pd fa solo demagogia, nemmeno sa leggere la lettera di Ecclestone», ha dichiarato Barbara Saltamartini, ex An, parlamentare del PdL «L'opposizione continua a straparlare e ad accusare il sindaco, senza neanche rendersi pienamente conto che esultare per l'eventuale mancata realizzazione del Gp a Roma significa di fatto essere felici per la perdita di una straordinaria occasione di sviluppo per la città e la sua economia», è il commento di Marco Di Cosimo, Pdl, presidente della commissione Urbanistica di Roma Capitale.
Gran Premio al1'Eur. La F1 resta a Monza Il Pd: un'altra figuraccia
Il progetto del Gran Premio di Formula 1 all'Eur è stato fermato a causa di una lettera di Bernie Ecclestone a Gianni Alemanno, sindaco di Roma. Il progetto era stato oggetto di polemiche e controversie, con l'ipotesi di alternare Roma e Monza come sede del Gran Premio. Alemanno si era espresso a favore del progetto, ma ora si prepara a ritirarsi. Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, ha espresso disapprovazione per l'ipotesi di alternanza. Il centrosinistra si era schierato contro il progetto e aveva denunciato i tentativi di speculazione edilizia. Il sindaco Alemanno è stato criticato per aver strumentalmente portato in giro il progetto per due anni e mezzo.
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