Violenza no global anche contro i monumenti più prestigiosi. I disobbedienti non risparmiano nemmeno i gioielli artistici che dovrebbero invece difendere come preziosi segmenti di un'identità minacciata dalla globalizzazione Evidentemente non arrivano a comprenderlo: sono state infatti imbrattate con vernice rossa le mura della basilica di Santa Maria Maggiore di Tuscania,una delle chiese romaniche più note e celebri del Lazio. Sulla facciata, risalente all'XI secolo, qualcuno ha scritto a caratteri cubitali «Droga e violenza, le basi della nostra esistenza». Secondo i carabinieri della compagnia di Tuscania, che oltre ad aprire un'indagine hanno inviato una denuncia contro ignoti all'autorità giudiziaria, ad imbrattare le mura della chiesa sarebbero stati gli stessi estremisti che hanno scritto sul muro del piazzale del capolinea del Cotral «Piazza Carlo Giuliani», tracciando poi il simbolo della falce e martello e quello di una stella a cinque punte delle Br. Su un altro muro dello stesso piazzale, con la stessa vernice, è stata tracciata la scritta «rifondiamoci», seguita da una falce e martello. La chiesa di Santa Maria Maggiore è uno splendido monumento romanico-gotico, con tre portali sormontati da un grande rosone L'interno custodisce un ambone del XII secolo, un ciborio alto gotico ed un affresco absidale del '300 raffigurante il giudizio universale. Antica meta di pellegrinaggi, la basilica di Santa Maria Maggiore si affianca a quella di San Pietro sull'omonimo colle: due chiese che fanno di Tuscania una tappa ineludibile per milioni di turisti italiani e stranieri.