Il sovrintendente David: «Non mi opporrei a un progetto serio» In una dependence della Reggia di Versailles sarà presto inaugurato un elegante relais di 23 camere. L'idea potrebbe essere imitata anche in Italia La sovrintendente della Reggia di Caserta Raffaella David non sarebbe contraria. Ma fissa i paletti. «Dovrebbe trattarsi afferma di una struttura di alto profilo e, allo stesso tempo ,discreta. Finora, comunque, nessuno si è fatto avanti». Come tre secoli fa, Versailles apre la strada e Caserta la segue. Almeno nelle intenzioni. E' di ieri la notizia della trasformazione di una dependence della celebre dimora di Re Sole in un relais di lusso di 23 camere con vista sui giardini dell'Orangerie. Si chiamerà Hotel du Grand Control. A questo punto una domanda sorge spontanea: è possibile considerare l'esperienza francese come un qualificatissimo progetto pilota in grado di scardinare anche il proverbiale conservatorismo dei dirigenti e funzionari del Ministero dei Beni culturali italiano, generalmente contrari agli utilizzi «produttivi» dei siti monumentali e archeologici? La Campania e il Sud in genere sarebbero fortemente interessati dall'inversione della tendenza. Dalla Reggia di Caserta a quella di Capodimonte, dall'Arsenale di Taranto al castello di Brindisi: la creazione di piccole strutture ricettive all'interno delle sfarzose dimore reali consentirebbe allo Stato di incassare fondi da reinvestire per la conservazione delle stesse. A sorpresa, Paola Raffaella David, sovrintendente della Reggia vanvitelliana voluta da Carlo III proprio per ricreare nel Regno di Napoli i fasti di Versailles, non si oppone all'ipotesi è bene ribadire, solo un'ipotesi di un insediamento ricettivo all'interno della residenza più sfarzosa dei Borbone. A sorpresa, perché appena la scorsa estate David espresse la sua totale contrarietà alla concessione della Reggia per il matrimonio della modella Naomi Campbell col plurimiliardario russo Vladimir Doronin. «Ma quella notizia scherza oggi il sovrintendente si rivelò una bufala aversana diffusa appunto da un giornale dell'Agro. In ogni caso fittare la Reggia per un matrimonio non mi sembra un'operazione opportuna. Altro discorso per quanto riguarda il relais». In che senso? «Di fronte a un progetto imprenditoriale serio, rivolto effettivamente alla valorizzazione della struttura, non mi opporrei. Anzi, sarei la prima a caldeggiarlo. Ma, ripeto, dovrebbe trattarsi di un'operazione di profilo altissimo e, allo stesso tempo, discreto». Pur ribadendo di non aver ricevuto alcuna proposta in tal senso da quando si è insediata, la dirigente fissa i paletti per il futuro. «Visto che all'interno del parco non esistono dependence come quelle che si trovano a Versailles l'eventuale relais dovrebbe essere ospitato in una zona decentrata della struttura, in ogni caso, mai nel piano nobile». Una previsione. «Sono comunque scettica. Venissero allo scoperto questi imprenditori illuminati. Invariabilmente tutte le proposte di utilizzo della struttura che riceviamo da parte dei privati prevedono bassi investimenti e alti ricavi». Equilibrata la posizione sulla realizzazione di strutture turistiche all'interno dei siti monumentali da parte di Teresa Naldi, vicepresidente nazionale di Confindustria alberghi. «Tutto dipenderà osserva dalla capacità dei privati di rispettare le regole e dalla capacità delle situazioni pubbliche di farle rispettare. Le faccio un esempio: il giardino del nostro albergo sorrentino Parco dei principi risale ai Borbone. Provvediamo a mantenerlo in ordine con una spesa annua ingente, senza utilizzarlo in alcun modo. Ma indubbiamente si tratta di valore aggiunto per gli ospiti dell'hotel».