Familiari e intellettuali: tradito il suo pensiero. Anche la presidente di Italia Nostra censura l'iniziativa della sezione lombarda L'annuncio arriva a tarda sera: Electa ha deciso di interrompere da oggi la distribuzione del volume dedicato a Antonio Cederna (Scritti per la Lombardia, pp. 238, euro 15) curato dal Consiglio regionale lombardo (da poco presieduto da Luigi Santambrogio). Una decisione che precede il faccia a faccia tra i vertici di Italia Nostra, a cominciare dalla presidente Alessandra Mottola Molfino, in programma per domani a Roma nell'ambito del Consiglio nazionale. Da oggi dunque il libro, contestato dagli eredi e da un gruppo di intellettuali riuniti in un appello, non verrà più distribuito mentre per il ritiro dalle librerie «ci vorrà ancora qualche giorno». Il caso Cederna comincia con la pubblicazione a fine anno di un libro, che raccoglie gli scritti di Antonio Cedema dedicati alla Lombardia, fin da subito bocciato dai figli (Giulio, Camilla e Giuseppe) del giornalista, ambientalista, politico nonché per quarant'anni una delle anime di Italia Nostra. Che hanno parlato, in una lettera alla presidente di Italia Nostra e all'amministratore delegato di Electa Martin Angioni, di un «pensiero» che in quelle pagine «viene sventrato, demolito, raschiato». «Nessuno può permettersi di appropriarsi impunemente della sua opera e farla a pezzi» concludevano, mentre veniva lanciato un appello «per la difesa di Antonio Cederna e di quello per cui ha lottato tutta la vita» firmato da un gruppo di intellettuali (al momento sono 62): da Alberto Asor Rosa a Leonardo Benevolo, da Pier Luigi Cervellati a Adriano La Regina, da Nicola Spinosa a Corrado Stajano. Anche loro «convinti che la critica, anche radicale, del pensiero è esercizio legittimo e incoercibile» ma «la distorsione e falsificazione per ignoranza, incapacità o faziosità, non lo è affatto». A farli irritare, in particolare, due frammenti della prefazione al volume: uno firmato dall'urbanista Luigi Mazza, di fatto una recensione critica del 1992 al libro di Cederna "Brandelli d'Italia" «riproposta senza un aggiornamento, una nota», dove Mazza scriveva: «L'importanza e il valore dei suoi contributi non sono da cercare nella congruità delle sue affermazioni tecniche ma nella radicalità delle sue prospettive». E quello dell'architetto Alberto Ferruzzi, da quarant'anni tra le anime di Italia Nostra, dove in forma di lettera aperta si legge: «Caro Antonio, come vedi alcune tematiche permangono: la paura dei grattacieli e i parchi archeologici, la mancanza di riguardo per la facies di Milano e purtroppo la mancanza di approfondita informazione storica in chi conduce le battaglie per la tutela dei beni monumentali usando strumentalmente la loro tutela; l'esempio del parcheggio di Sant'Ambrogio docet». Quasi un (cattivo) esempio delle ultime battaglie di Italia Nostra. Le reazioni non si erano fatte aspettare. Mottola Molfino si è «dissociata», definendo il libro «un'iniziativa personale del presidente della sezione Lombardia», «un'operazione editoriale che non potrà che non incontrare la nostra ferma critica». Il presidente della Lombardia Santambrogio si è giustificato: «Non volevamo solo commemorare Cederna, ma stimolare un confronto dialettico sulla contemporaneità». Stessa linea per Alberto Ferruzzi che, amareggiato, nega ogni volontà denigratoria: «Per carità. Cederna è stato uno dei padri fondatori di Italia Nostra. Volevamo dimostrare come le idee possono essere diversamente valutate». Poi Electa: «La nostra casa editrice dice Angioni ha un contratto con Italia Nostra Lombardia che contiene le liberatorie per i diritti di pubblicazione degli scritti di Antonio Cederna comparsi nel volume "Scritti per la Lombardia" e i responsabili della sezione lombarda di Italia Nostra ci avevano garantito che gli eredi erano al corrente dell'operazione e che l'avevano approvata. Ora scopriamo che non è così. Ce ne scusiamo con gli eredi e ci riserviamo di tutelare i nostri interessi rispetto a Italia Nostra Lombardia». Poi la decisione di «chiudere la partita» interrompendo subito la distribuzione.