Il sindaco sigla l'intesa con il governo per valorizzare i beni culturali di Firenze ROMA «Siamo grati come città e io sono molto soddisfatto per i provvedimenti. Se questi sono i risultati, chiederò di essere ricevuto una volta al mese ad Arcore». Sala stampa di Palazzo Chigi, mezzogiorno di ieri. Matteo Renzi, sindaco di Firenze, parla accanto a Gianni Letta a un palmo di mano di distanza dal logo «Presidenza del Consiglio dei ministri». Renzi scherza sulla sua recente visita a casa di Silvio Berlusconi, oggetto di mille contestazioni nel centrosinistra. Ma stavolta ha portato a casa, nel segno di quel simbolo, un bel risultato: Firenze è la prima città italiana in cui si realizzerà un accordo-pilota sui beni culturali Di fatto una quota annua tra il 15 e il 20 del ricavo dello sbigliettamento dei musei fiorentini (quest'anno intorno ai 20 milioni di euro al netto delle quote di prenotazione) sarà usato «per il decoro» della città su una lista di progetti indicata dal Comune di Firenze e che verrà discussa con il ministero per i Beni culturali e soprattutto con la soprintendenza speciale del Polo museale fiorentino e con la direzione regionale del ministero. Ieri l'atmosfera tra Renzi e Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, era idilliaca. Il sindaco di Firenze ha addirittura abbandonato la direzione del Pd per rispettare l'impegno di questo annuncio Stato-Regione, il che la dice lunga sulle sue priorità. Letta lo ha elogiato subito: «Ecco il sindaco più popolare d'Italia secondo la graduatoria de Il Sole 24 Ore». Per l'accordo, il ministero ha convocato i massimi quadri dirigenziali. II segretario generale Roberto Cecchi, il capo di gabinetto del ministro Bondi e direttore generale per lo Spettacolo dal vivo Salvatore Nastasi, il direttore generale per la Valorizzazione Mario Resca. E poi c'è anche Paolo Bonaiuti, fiorentino e sottosegretario generale alla presidenza del Consiglio. Manca solo Sandro Bondi, ministro per i Beni culturali, oggetto di una mozione di sfiducia che lo ha ferito profondamente («Un atto di violenza personale e politica»). In questo periodo preferisce tenersi lontano dall'attività ministeriale. Letta tira la volata a Renzi: «Si è molto discusso della visita del sindaco ad Arcore... Ma Renzi e Berlusconi si sono parlati, si sono capiti ed ecco il risultato che dovrebbe essere un esempio di rapporto tra istituzioni indipendentemen-te dal colore politico». L'accordo appare estremamente innovativo. La quota di «rientro» dello sbigliettamento per il Comune, che fino al 2013 verrà destinato alla conclusione della mega-impresa dei Grandi Uffizi, in futuro servirà ad assicurare servizi a una città sommersa dal turismo e quindi «usurata». La nascita della «Firenze card che costerà 5o euro e permetterà per 72 ore l'ingresso libero a tutti i 33 musei civici e statali di Firenze. Vincoli di «tutela diretta» sulle aree prossime ai musei, in accordo con il Comune. Limiti ad ambulanti (spesso collocati davanti agli Uffizi) e ai graffiti. Nascita di un polo teatrale unico tra la Pergola (ex Eti) e il Niccolini, diretto da Marco Giorgetti ma con l'ideazione artistica del regista Maurizio Scaparro. Fine del dibattito sul David (proprietà statale o comunale?) che viene definito «opera di specifico, intrinseco valore simbolico e identitario per Firenze». Impegno comune Stato-Firenze per assicurare fondi all'Accademia della Crusca, a quella dei Georgofili, all'Istituto studi storici del Rinascimento, al gabinetto Viesseux, al Museo Galileo, alla Biblioteca Nazionale. Nulla di deciso per la discussa loggia dell'architetto giapponese Isozaki, che dovrebbe assicurare un nuovo ingresso ai Grandi Uffizi. Se ne dovrà ancora discutere prima di assumere un indirizzo definitivo e aprire il cantiere.
Firenze. Renzi e i complimenti di Letta. Arcore? Tornerò
Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha firmato un accordo con il governo per valorizzare i beni culturali della città. La quota annuale del ricavo dello sbigliettamento dei musei fiorentini (circa 20 milioni di euro) sarà usata per finanziare progetti culturali indicati dal Comune di Firenze e discusi con il ministero per i Beni culturali. L'accordo prevede anche la nascita di una Firenze card che permetterà l'ingresso libero a tutti i 33 musei civici e statali di Firenze per 72 ore. Inoltre, verranno implementati vincoli di tutela per le aree prossime ai musei e limiti per gli ambulanti e i graffiti.
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