Nei sotterranei di via Finzi, si sta lavorando sui resti di una domus romana ritrovata Diventerà un centro di culto e di cultura con un percorso aperto alle visite della città Previsti biblioteca, archivio storico, ristorante kasher, vasca rituale. Costo 600 mila euro PAOLA NALDI Nascera sui resti di unantica e prestigiosa domus romana, nellipogeo sotto la sinagoga di via Finzi, il nuovo Tempio piccolo dedicato ai riti religiosi ebraici quotidiani. Ma non solo. Lampio spazio sotterraneo, circa 400 metri quadrati, verrà restaurato e rivalorizzato creando un vero e proprio centro di culto e di cultura dove si condenseranno i diversi aspetti della vita ebraica. Accanto al luogo di preghiera, che ha un particolare valore affettivo per la comunità, si troveranno infatti larchivio storico, una biblioteca-centro riunioni, una nuova vasca rituale (fondamentale passaggio di purificazione per le famiglie ebraiche), e poi si risalirà fino a via Gombruti con nuovi locali che dovrebbero ospitare un punto di ristoro kasher, fino ad oggi mancante a Bologna. Il progetto di riqualificazione è affidato allo studio Bet Architetti, di Daniele De Paz, Giacomo Ricci con la consulenza di Andrea Morpurgo, e sarà realizzato nella sua prima tranche grazie ai fondi (260mila euro) provenienti dalla Legge 1752005 a tutela dei beni ebraici. «Il progetto totale dovrebbe costare circa 600mila euro ma stiamo già contattando soggetti privati, come la Fondazione del Monte, che potrebbero essere interessati a sostenerlo» ha commentato Daniele De Paz insieme ai suoi colleghi. Intanto a febbraio inizieranno i lavori del primo lotto che dureranno per circa sei-sette mesi. «In occasione dei restauri della Sinagoga nel 2002 condotti dallarchitetto Serchia sono emersi i resti di questo domus romana, studiata e restaurata della Soprintendenza - spiegano i curatori del progetto -. Da quanto emerge si può dedurre che si trattasse della casa di una famiglia importante, che aveva al suo interno delle terme, come lasciano supporre le pavimentazioni con una lunga bordatura, un pozzo, con un sofisticato sistema idraulico e di riscaldamento. Sono stati rinvenuti mosaici, lasciati in loco e diversi oggetti di uso quotidiano». Lo scavo presenta diverse stratificazioni, da una prima età imperiale al V - VI secolo d.C., che continueranno ad essere visibili perché coperte semplicemente con una pavimentazione a griglia metallica. Ma i muri perimetrali lasciano supporre che la domus avesse unestensione maggiore di quanto si vede ora e nella seconda tranche di lavori potrebbero essere fatti saggi per verificare quanto ancora si nasconde nel sottosuolo. Intanto si renderà fruibile lipogeo, con il ripristino dei muri e delle volte che risalgono a tempi ben più recenti, e con linstallazione di un sofisticato impianto di aerazione e climatizzazione curato da Efaistos. «A progetto ultimato avremo un percorso, da via Finzi a via Gombruti, in cui si concentreranno le diverse esperienze della comunità ebraica e che potrà essere fruito anche dallintera città o dai turisti - aggiungono gli architetti -. Si partirà dal "sapere", si attraverserà la zona del bagno rituale, collocato in una nuova posizione più baricentrica, e si arriverà al "sapore" della cucina kasher». In questo modo si va ad esplorare e ad indagare la storia e le radici della comunità ebraica bolognese che qui trova ancora la sua parte più viva. «In molte città italiane la comunità ebraica si identifica con un luogo storico dove si trova la sinagoga, circondata da servizi, botteghe, ristoranti. A Bologna la storia è un po diversa e se il ghetto ebraico, dove risiede il MEB, è testimonianza di presenze antiche, intorno a via Gombruti si è sviluppata la storia recente, a partire dallOttocento, dopo secoli di distacco. Una storia che ancora continua e che ora avrà unimmagine rafforzata».