Le idee Seguendo in questi giorni le polemiche sullUrban Center a firma di Italo Rota da costruire sotto i portici del Broletto mi sono trovato a pensare che una delle grandi fortune del nuovo Museo del 900 sia stata quella di passare paradossalmente inosservato. Il tradizionale ritardo italico che si appropria di ogni opera pubblica ha fatto sì che il lunghissimo tempo trascorso tra concorso aggiudicato e la realizzazione abbia generato una leggera e provvidenzale coltre di oblio che ha preservato il museo da polemiche e inesorabili levate di scudi. Eppure quellopera le ha passate tutte, dal taglio dei finanziamenti alle forche caudine della Sovrintendenza, da un lungo cantiere alla sua esposizione pubblica nazionale e internazionale, ma senza che la critica o liroso Sgarbi abbiano mai avuto da ridire, forse per una silenziosa speranza che quellopera, alla fine, non sarebbe mai stata realizzata. E invece non solo il museo è stato costruito, ma ha anche un incredibile successo che dimostra, per lennesima volta, la fame di qualità europea e di contemporaneità evoluta che ha questa città che predica Expo, ma poi si perde sulle stelle di Natale di Tiffany e Swarovski.