Pozzuoli. Un giallo lungo millenni, un mistero tornato d'attualità 38 anni fa e che adesso rivela il suo fascino. Cuma, VIII secolo avanti Cristo, antichi sapienti si cimentano nella creazione dei calendari lunari che, da subito, divennero, tra i più importanti dell'antichità. Ora nel parco dell'Antro della Sibilla, un pannello della soprintendenza speciale ai Beni Archeologici di Napoli e Pompei illustra ai visitatori la scoperta dell'archeoastronomo Franco Ruggieri. «La prima intuizione dell'Unione Astrofili Napoletani risale al 1973 dice Ruggieri ma sono passati quarant'anni prima di poter dimostrare quanto è stato rinvenuto. Ne è seguita una pubblicazione». Il titolo - «Evidenze archeoastronomiche a Cuma» - racchiude la mission del testo che spiega le incisioni della colonia ellenica. Sulla parete esterna dell'antro - che Amedeo Maiuri definì della Sibilla - si osservano due gruppi di segni verticali, realizzati da un astrologo intorno al quarto secolo avanti Cristo. Il primo, denominato calendario A, è costituito da 29 incisioni (con una lunghezza di circa dieci centimetri) disposte su due file che indicano la durata del mese sinodico. I Greci più antichi, infatti, osservando le fasi della Luna - il cui ciclo dura 29 giorni - adottarono l'anno lunare costituito da 354 giorni, vale a dire da dodici lunazioni con 11 giorni in meno rispetto a quello solare. Per evitare quindi un calendario alterato rispetto alle stagioni, si aggiungeva di tanto in tanto un tredicesimo mese. Questi simboli, che indicavano la durata delle fasi lunari, non sono isolati. «Qualche metro più a destra continua Ruggieri - è presente un secondo gruppo B costituito da segni disposti ad arco». Il ritrovamento di un terzo, denominato C, risale invece al 1995. Durante un sopralluogo, l'archeoastronomo Ruggieri con l'esperto, Raffaele Iacente, ha rinvenuto in un corridoio altre fenditure e un disegno fusiforme, che si può collegare al culto di una divinità marina. Ma c'è di più. «L'analisi di diapositive scattate nella Cripta Romana, ora off-limits, ha evidenziato altre due incisioni che ricordano il fuso accanto al calendario C aggiunge Ruggieri Ulteriori ricerche, quando sarà di nuovo agibile la Cripta, potrebbero confermarne la somiglianza. L'interpretazione potrebbe tuttavia essere modificata e correlata ad una Dea Madre, forse Hera, il cui culto è stato importantissimo a Cuma sin dalla fondazione, oppure ad Iside». Uno dei legami tra la Luna e i suoi calendari posti di fronte al mare, dove la leggenda colloca le profezie della Sibilla, potrebbe essere l'acqua. Se le incisioni elleniche costituiscono il primo calendario dell'antichità, la ripartizione del tempo risale all'uomo primitivo con la suddivisione del giorno alternato al buio. Nel Paleolitico, osservando la Luna e le sue fasi, pari a 29 giorni, nacque il concetto di mese sinodico. Furono gli antichi greci ad adottare l'anno lunare, derivato da quello babilonese, di 354 giorni. Essendo più corto di quello solare, che si fonda sul moto della Terra intorno al Sole, necessitava di frequenti correzioni. Con il calendario gregoriano - preceduto da quello giuliano elaborato dall'astronomo greco Sosigene di Alessandria e promugato da Giulio Cesare nel 46 a.C. - gli anni si contano a partire dalla nascita di Cristo.
CAMPANIA - scoperta dell'archeoastronomo Franco Ruggieri
Il parco dell'Antro della Sibilla a Cuma, in Campania, ospita un pannello della soprintendenza speciale ai Beni Archeologici di Napoli e Pompei che illustra la scoperta dell'archeoastronomo Franco Ruggieri. La prima intuizione risale al 1973, ma è stato solo negli ultimi 38 anni che Ruggieri ha potuto dimostrare quanto è stato rinvenuto. Il pannello spiega le incisioni della colonia ellenica, che includono due gruppi di segni verticali, realizzati da un astrologo intorno al quarto secolo avanti Cristo. Il primo gruppo, denominato calendario A, è costituito da 29 incisioni che indicano la durata del mese sinodico.
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