Restauri della Cattedrale. Le prime fotografie dei lavori all'interno della chiesa. Il Crocefisso verrà spostato Gara e graduatoria sono assolutamente regolari Nessuna lite, nessun imperio del vescovo Cantoni Nessuna spaccatura all'interno della commissione dei lavori di ristrutturazione del Duomo, nessuna ingerenza del vescovo Oscar Cantoni; nessuna gara finita in nulla come detto da alcuni, nessuna mostra dei progetti che si doveva fare e che invece non è stata fatta. La commissione diocesana per i restauri dopo mesi di assoluto silenzio, lo rompe, mettendo, dal suo punto di vista, i puntini sulle i. Una voce corale: chi parla lo fa a nome di tutti i membri, senza personalismi. Partendo da un'ammissione: sullo spostamento del Crocefisso ligneo dall'attuale nicchia al presbiterio centrale ci sono state diverse discussioni anche accese e non è certo una novità la posizione avversa del parroco don Emilio Lingiardi, testimoniata anche di recente nel corso di un'omelia. Ma chi ha parlato di furibonde liti, di commissione spaccata e di decisioni prese d'imperio da Cantoni, dice, sostengono i membri della commissione, semplicemente una bugia. Il vescovo, scrivono i verbali, su 58 riunioni in circa tre anni e mezzo ha partecipato a due sole, di cui la prima d'insediamento. Accanto alla commissione diocesana (composta da don Vito Barbaglio, presidente e presidente del Capitolo, don Carlo Mussi don Giuseppe Pagliari, don Mauro Inzoli, don Lingiardi e i laici Vania Zucchetti, Dario Chiodo, Emiliano Campati, architetti e l'ingegner Massimo Bacchetta) ne esiste anche un'altra che si occupa del rastrellamento dei fondi necessari all'opera che si sommeranno al milione e 200 mila euro avuti dal fondo Cariplo. Fanno parte della commissione Umberto Cabini, Mario Buzzella, Claudio Cogorno, Giuseppe Capellini e Massimo Piazzi per conto del comune e due sacerdoti, don Ersilio Ogliari e don Isacco Dognini. Alcuni membri della commissione lamentano il fatto che con tutte le voci che sono circolate, fanno fatica a convincere banche ed enti a fare la loro parte nel progetto, anche se ad oggi sono già stati raccolti circa 500mila euro. Stando alla commissione il bando c'è stato così come la graduatoria ed è stato scelto il progetto preferito in base a precisi criteri e non per un'imposizione del capo della chiesa locale. E' vero che poi la Sovrintendenza alle belle arti di Brescia ha fatto alcune osservazioni, bocciando per esempio la soluzione che prevedeva il riscaldamento sotto il pavimento che sarebbe stato livellato agli ingressi che sono rialzati e più di una volta, lamenta don Emilio ci sono state cadute e piccoli incidenti. Un ingresso, prevede il progetto sarà attrezzato con una pedana per i portatori d'handicap cosa come l'accesso all'altare. Un altro punto controverso è quello legato alla spesa: con i tempi che corrono, ha detto qualche voce, anche autorevole all'interno del clero cremasco, non si vede la necessità di spendere tutti quei soldi nel restauro, soldi che potrebbero essere impiegati per opere caritatevoli. Altra bugia, dice la commissione: il contributo Cariplo è esigibile solamente a fronte di interventi di questo tipo. Si chiamano bandi emblematici, perchè devono appunto sostenere lavori a monumenti di una certa rilevanza storica, emblematici appunto. Non si poteva spendere quel milione e due in nessun altro modo e, viene fatto notare, i lavori producono un indotto benefico sull'economia locale, visto che quasi tutte le ditte coinvolte sono cremasche. Sul Crofecisso, per ora si può dire solo che certamente verrà spostato come deliberato sul presbiterio: ma dove esattamente deve essere ancora deciso. Con buona pace di don Emilio.