Ferrara Il palazzo (oggi della famiglia di Elisabetta e Vittorio Sgarbi) verrà inaugurato sabato. Ci sono luoghi dove il pensiero abita più comodamente. Proprio al centro di Ferrara, c'è un edificio in via del Giuoco del Pallone, non lontano dalle volute e i ciottoli di via delle Volte cantati da Giorgio Bassani nel Giardino dei Finzi Contini e accanto alla chiesa di Santa Maria delle Bocche, le cui origini arrivano al VI secolo. Quell'edificio, nel 1471, passò dal notaio Rinaldo Mezzaprile alla famiglia Ariosto. In queste stanze il giovane Ludovico studiò con il precettore Domenico Catabene e compose ampi brani della prima versione dell'Orlando Furioso. Ma ancora prima, nel grande stanzone al piano terra, la tradizione vuole che il giovane Ludovico mettesse in scena, per i propri familiari, le prime commedie. La storia del palazzo, nei secoli successivi, è un estratto di quella delle famiglie che ci hanno tramandato questo patrimonio: Federici, Righetti, Agnoletti, il paesaggista e critico d'arte Ferdinando Ughi, il pittore Oreste Buzzi, il cui figlio Ugo nel 1943, cedette la casa alla famiglia Cavallini. Rina Cavallini è la mamma di Elisabetta e Vittorio Sgarbi. E proprio per iniziativa di Elisabetta che insieme al fratello ha abitato a lungo quella casa nel periodo universitario è stato ultimato un accurato restauro. Con un obiettivo preciso: i tre appartamenti del palazzo diventeranno una residenza per ospitare scrittori, attori, musicisti, artisti, di passaggio a Ferrara. «Abbiamo pensato che in queste case, nel cuore medievale di Ferrara racconta Elisabetta Sgarbi può tornare ad abitare quella vivacità intellettuale che ha fatto della città un luogo di riferimento per gli artisti in Italia e nel mondo. Coniugando il valore affettivo che ha per noi, alla voglia di chi può essere interessato a raccontare una città come Ferrara, o cerca semplicemente un luogo per concentrarsi, nella sobrietà assoluta, ma dove si respira una storia secolare». Le nuove «Case Cavallini-Sgarbi» saranno inaugurate a Ferrara sabato pomeriggio, coinvolgendo personalità come Dario Franceschini e il sindaco di Ro Ferrarese, Filippo Parisini, nell'intento di mobilitare il più ampio arco di risorse per questo obiettivo. All'interno della casa si trovano opere di artisti contemporanei come Claudio Parmiggiani e Piero Guccione, lo scultore e partigiano Augusto Murer, Antonio Stagnoli o esperimenti figurativi di scrittori, come la «variazione sul tema delle biciclette» di Diego Marani. Con un ricordo, commosso, all'ultimo esponente della famiglia che ha abitato, fino alla scomparsa nel 1984, la casa di via del Giuoco del Pallone: Bruno Cavallini, zio di Elisabetta e Vittorio. Umanista e intellettuale con uno stile fatto di sapienza e di umiltà, Cavallini ha fatto parte di quel gruppo di persone, con Bassani, che nel dopoguerra contribuì a far rinascere la cultura ferrarese.