Racconterà le sue imprese con cimeli e allestimenti high tech "Se c'è un paradiso probabilmente è lì», parola di Giuseppe Garibaldi pronipote del grande eroe. Sta partendo quello che è stato il sogno di una vita, regalare a Caprera e alla terra amata dal suo antenato un museo. Saranno tremila metri quadrati intorno al Forte Arbuticci, affacciati su uno dei mari più belli d'Italia, racconteranno l'eroe che l'Italia rese un unico Paese. Mito nazionale, ma conosciuto in tutto il mondo, Giuseppe Garibaldi entro fine autunno avrà un museo nazionale a Caprera, l'isola della Sardegna dove si ritirò gli ultimi 20 anni della sua vita. E' uno dei capitoli delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità e del progetto di recupero dei «Luoghi della memoria». Il futuro polo museale è stato presentato ieri dal Presidente del Comitato per le celebrazioni, Giuliano Amato, insieme con Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Acri, l'associazione delle Fondazioni di origine bancarie, che ha finanziato più del 30 dei sei milioni di euro necessari all'operazione. «Ricordare il Risorgimento significa tante cose. Ma per molti significa soprattutto ricordare Garibaldi», esordisce Amato, ribadendo ancora quanto d'Italia tutta stia festeggiando» senza «imposizioni di nessuno». Il progetto, i cui lavori inizieranno entro fine febbraio, parte dal recupero del Forte Arbuticci, uno dei punti panoramici più suggestivi di tutto l'arcipelago, che fino alla Seconda Guerra Mondiale ospitava strutture militari. La casa di Giuseppe Garibaldi, che già esiste ed è visitabile, diventerà invece il nuovo Museo Nazionale, ideale luogo di raccordo per gli oltre 100 piccoli musei a lui dedicati in tutta Italia. «Abbiamo preferito concentrare gli investimenti in un luogo di alto carattere simbolico e in grado di dare un'impronta che rimarrà nel tempo a tutto quello che stiamo facendo. Ci teniamo ché sia un museo moderno - commenta Paolo Peluffo, coordinatore del Comitato per le Celebrazioni -. I protagonisti non saranno i cimeli, ma la narrazione completa della storia dell'autore della nostra Italia insieme con Cavour e Mazzini. Racconteremo anche la sua vita in Sud America, con l'ausilio di filmati, mappe interattive e plastici". Realizzato tutto con materiali leggeri come ferro e legno, il nuovo museo ospiterà anche una sala conferenze, bookshop e spazi per la didattica e dopo le celebrazioni sarà affidato alla Regione. Primi eventi in programma nell'area già dal 4 luglio. Il termine dei lavori è previsto per il prossimo ottobre. Sono più livelli di intervento. Da un lato il nuovo allestimento museale, ma dall'altro anche la sistemazione stradale dell'accesso all'area che si trova a 150 metri di altezza (il cui costo da sola è di circa un milione e mezzo di euro) e le iniziative dell'Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago de La Maddalena sulle attività sviluppate da Garibaldi in ambito agricolo e ambientale. Oggi 100 mila visitatori l'anno vanno a vedere il Museo della Casa di Garibaldi. Con il nuovo polo si spera di attirare molti turisti in più, soprattutto stranieri, visto che il generale è stato in 43 luoghi del mondo. Diventerà il punto di riferimento per la conoscenza e lo studio della storia e della vita di Garibaldi, nonché il nodo centrale della rete di musei garibaldini italiani ed esteri. «Nell'unità d'Italia come nelle celebrazioni, la Sardegna - commenta il presidente della Regione Ugo Cappellacci- avrà un ruolo fondamentale. Sul piano politico è un momento importante per la svolta al federalismo, in cui talvolta ci lasciamo sviare più dai numeri che dal ruolo dei singoli territori».