Caro Severgnini, gestire in modo efficace il nostro immenso patrimonio artistico costa molto, forse troppo per le nostre attuali finanze. Perché non chiediamo collaborazione? Perché, per esempio, non chiediamo a società di grandissimo successo e moltissimi mezzi (come Google, Amazon, Apple, Facebook) se sono interessate a gestire un sito straordinario come Pompei? Incaricano un équipe di archi-star di progettare un fantastica cupola di protezione, restaurano quello che va restaurato ecc. In uno straordinario parco archeologico del XXI secolo i turisti arriverebbero a frotte e sarebbero ben contenti di pagare un po' di più il biglietto. E ci sarebbe anche lavoro per tanti giovani. Utopia? Marco Borghetti Utopia. E sai perchè? Un'iniziativa del genere deve partire da una premessa. Questa: "Non siamo stati in grado di amministrarci da soli. Abbiamo sprecato, pasticciato. trafficato, favorito amici e conoscenti, regalato stipendi e risparmiato sugli investimenti. E ora, consapevoli dei pasticci che abbiamo combinato, chiediamo aiuto (finanziario, organizzativo, gestionale) e ci impegniamo a imparare". A te sembra, Marco, di vedere quest'umiltà in giro? Non solo a Pompei (dove mi sembra il povero Bondi sia diventato il capro espiatorio di una storia più vecchia di lui). In tutti i luoghi d'Italia dove i tesori nazionali sono in mano a persone che non li capiscono, non li meritano e lentamente - li distruggono.