«Si aprono grandi prospettive, anche economiche» ROMA Nascono i Caschi Blu della cultura che assicureranno i primi interventi di restauro dei beni culturali danneggiati da una guerra o da una catastrofe. Saranno italiani: funzionari del ministero per i Beni e le Attività culturali, carabinieri del Comando per il recupero delle opere d'arte, uomini della Protezione civile. Lo hanno concordato ieri a Parigi il ministro italiano Giuliano Urbani, il direttore generale dell'Unesco, il giapponese Koichiro Matsuura, l'ambasciatore italiano presso l'Unesco, Francesco Caruso, che hanno armato un accordo bilaterale. D'ora in poi se un monumento andrà in rovina per colpa di un conflitto armato o di un disastro naturale partiranno (ovviamente su richiesta del Paese danneggiato) i Caschi Blu italiani in coordinamento con l'organismo culturale dell'Onu. L'intesa è stata voluta dall'Unesco. Purtroppo, si legge nell'accordo, i disordini sociali e militari in tutto il mondo rappresentano una minaccia alla protezione e alla tutela dei siti archeologici, dei monumenti. Quindi il patrimonio artistico del Pianeta è sottoposto a continui rischi. Lo stesso può avvenire con i disastri naturali, come un terremoto. E qui viene il punto più prestigioso per l'Italia: «II governo italiano ha sviluppato un'approfondita esperienza e competenza nel coordinare simili emergenze mettendo insieme esperti di alto livello in tutte le aree della salvaguardia e protezione del patrimonio culturale e naturale». L'Italia da anni è la nazione leader. Ha, per esempio, operato nella città vecchia di Mostar, nei templi danneggiati in Vietnam, Laos e Cambogia, si è occupata del patrimonio culturale colpito in Angola, Afghanistan e ora in Iraq. E' impegnata a Barn, in Iran, intorno alla cittadella distrutta dal terrificante terremoto del dicembre 2003. Compito dell'Emergency Action Group, come si chiamerà ufficialmente il raggruppamento, sarà di «accertare i danni e rischi, identificare le misure urgenti da adottare, individuare piani operativi di interventi per la salvaguardia, ricostruzione e protezione del patrimonio culturale e naturale rimasto danneggiato, facilitare il coordinamento degli interventi da parte delle autorità locali». Il gruppo verrà composto da personale tecnico «altamente qualificato» che nell'accordo viene puntigliosamente elencato: ingegneri, architetti, archeologi, storici dell'arte, restauratori, museologi, geologi, sismologi, archivisti, specialisti nella conservazione del libro ed esperti del traffico illecito di beni artistici. Il gruppo sarà «per sua natura flessibile» nella composizione e verrà costituito dall'Unesco, dai ministeri italiani degli Esteri e dei Beni e delle Attività culturali, dagli altri Paesi che si aggregheranno. Commenta Giuliano Urbani (che, a proposito di Unesco, giovedì incontrerà l'assessore siciliano alla Cultura Alessandro Pagano per riparlare del caso Eolie e della legge regionale che rischia di permettere la costruzione di otto nuovi alberghi): «E' un accordo di enorme importanza, anche per il complesso della politica estera italiana, per l'immagine mondiale del nostro Paese. L'Italia lavora per il patrimonio culturale dell'intera umanità e ciò apre prospettive straordinarie anche di natura economica». Urbani già sa chi coordinerà i Caschi Blu: «Giuseppe Proietti, responsabile del nostro Dipartimento per la ricerca, rinnovazione e l'organizzazione: già guida il comitato di coordinamento interdipartimentale che cura gli affari internazionali. L'accordo con l'Unesco è in ottime mani. E' stato Proietti a operare a Bagdad, a Barn, in Egitto, in Afghanistan. Il suo prestigio internazionale è indiscusso». Urbani assicura, infine, che non ci sarà aggravio di costi. I fondi verranno dall'Unesco e dalla cooperazione internazionale italiana.
Accordo a Parigi tra il ministro Urbani e il direttore generale dell'Unesco: "I caschi blu della cultura saranno italiani"
Il governo italiano ha concordato un accordo con l'Unesco per creare un gruppo di esperti, i "Caschi Blu", per assistere in caso di danni ai beni culturali e naturali causati da conflitti armati o disastri naturali. Il gruppo sarà composto da personale tecnico altamente qualificato e sarà coordinato dall'Unesco, dai ministeri italiani e dagli altri Paesi che si uniranno. L'accordo è stato voluto dall'Unesco e rappresenta una minaccia alla protezione dei siti archeologici e dei monumenti in tutto il mondo. L'Italia ha già una grande esperienza nel coordinare simili emergenze e ha lavorato in passato per la salvaguardia del patrimonio culturale in diverse parti del mondo.
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