L'appello del presidente sardo Antonio Vernier alla commissione Cultura del Consiglio comunale Ancora lontana la dichiarazione di Patrimonio dell'Umanità per Sant'Efisio «C'è bisogno di una pressione politica: ci sono molto altre richieste concorrenti e se la politica non si muove, c'è il rischio che passino avanti». Antonio Vernier, 67 anni. professore universitario (insegna geologia applicata nella facoltà di ingegneria, a Cagliari), è presidente del club Unesco di Cagliari, eletto nel direttivo del Fichi (organismo che riunisce 110 associazioni sparse nel Paese). E sa che il riconoscimento di "Patrimonio immateriale dell'Umanità" potrà essere assegnato dall'Unesco solo se ci sarà un interessamento del mondo politico. «A Parigi son già pronti, manca solo l'appoggio a livello nazionale». Il docente è stato convocato lunedì mattina in Commissione cultura e ha ricordato ai consiglieri comunali a che punto è la procedura. Che si può definire, senza usare tanti giri di parole, bloccata. Eppure la relazione di Antonello Angioni, che riassume la storia della festa dedicata al Martire guerriero, è pronta da tempo ed è già stata consegnata al presidente della commissione nazionale Unesco. Il prossimo appuntamento è previsto per il 28 gennaio, a Roma, quando Vernier incontrerà i vertici italiani dell'organizzazione. Secondo il presidente della Commissiono cultura Maurizio Porcelli, è ora che la politica si muova per ottenere il riconoscimento: «La pratica è stata avviata quattro anni fa ma è ancora in un punto morto. Il motivo? Fino ad ora non c'è stata la sufficiente sensibilizzazione del mondo politico e culturale della Sardegna. Nessuno è intervenuto. E adesso il rischio è di farci superare dagli altri». La concorrente è Sassari, che punta a ottenere un riconoscimento identico per la Discesa dei candelieri. «E' giusto che a Sant'Efisio venga data l'importanza che merita e sia messo sullo stesso piano dei Canti a tenore e dei Pupi siciliani». Dell'intenzione è già stato informato anche il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. Manca solo il via libera della Commissione nazionale, che però non è stata convocata per diverso tempo. Da qui l'eterna attesa per il riconoscimento alla festa di Sant'Efisio, che dovrebbe essere dichiarata "Patrimonio immateriale dell'Umanità" dall'organizzazione internazionale. Nel 2009 è arrivato un piccolo antipasto: l'Unesco ha dato il proprio patrocinio per lo svolgimento della manifestazione, primo passo verso il riconoscimento definitivo. A marzo di due anni fa una delegazione cagliaritana (in testa l'assessore al Turismo Gianni Giagoni) venne ricevuta a Parigi, nella sede l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura. Sembrava l'ultima tappa, invece per ottenere il riconoscimento ufficiale, che significa pubblicità a livello planetario, bisognerà attendere ancora.
Sardegna, Sant'Efisio. Riconoscimento Unesco, si muova la politica
Il presidente del club Unesco di Cagliari, Antonio Vernier, ha ricordato che la procedura per il riconoscimento di "Patrimonio immateriale dell'Umanità" per la festa di Sant'Efisio è bloccata. La relazione sulla storia della festa è pronta, ma non c'è stato sufficiente interesse politico e culturale della Sardegna. Vernier ha incontrato i vertici italiani dell'Unesco a Roma il 28 gennaio e ha ricordato che il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi è stato informato dell'intenzione. Il riconoscimento è importante per la festa, che dovrebbe essere messa sullo stesso piano dei Canti a tenore e dei Pupi siciliani.
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